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Benvenuti e bentornati a "Psicologia dei gruppi"!
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Io sono Sandra Catellani, AI-journalist,
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e oggi, come sempre, ho il piacere di intervistare il professor Loris
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Vezzali, docente di Psicologia dei Gruppi all'Università di Modena e Reggio
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Emilia.
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Eh, Sandra, guarda, ogni tanto mi chiedo anch'io se sono ancora io o
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se sono diventato un algoritmo!
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Ma sì, per ora sono ancora il vero Loris,
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anche se la mia voce qui è un po'...
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"clonata" dalle mie lezioni.
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Ecco, questa è la magia della collaborazione uomo-macchina.
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Tu sei un
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clone vocale delle tue stesse lezioni,
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io sono una voce creata dall'intelligenza artificiale,
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e insieme portiamo avanti questo talk con il supporto dell'AI,
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ma sempre basandoci sui contenuti reali prodotti per il corso di laurea
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in Digital Education.
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Insomma, un mix tra Modena,
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Reggio Emilia e...
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Silicon Valley!
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Ma dai, entriamo nel vivo: oggi parliamo di prime impressioni
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e moralità nei gruppi.
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Pronti?
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Allora, Loris, partiamo proprio dall'inizio: come si forma una
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prima impressione?
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Cioè, cosa succede nella nostra testa quando incontriamo qualcuno per
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la prima volta?
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Ottima domanda!
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In psicologia ci sono diversi modelli che spiegano come mettiamo insieme
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gli indizi che raccogliamo.
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Il primo è il modello configurazionale di Asch: secondo lui,
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le persone sono viste come un'unità psicologica,
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quindi l'insieme è più della somma delle parti.
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Un singolo tratto, tipo la "calorosità umana" o la "freddezza",
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può cambiare completamente la percezione che abbiamo di una persona.
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Quindi
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basta un dettaglio per ribaltare tutto?
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Tipo, se uno è intelligente ma freddo,
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lo vediamo come calcolatore, ma se è intelligente e caloroso,
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magari ci sembra saggio?
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Esatto!
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E questo ci fa capire quanto sia importante la configurazione dei tratti.
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Poi c'è il modello algebrico di Anderson,
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che invece dice: ogni tratto ha un valore fisso,
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tipo "intelligente" è sempre positivo,
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"pratico" pure, e facciamo una media matematica.
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Niente magia, solo aritmetica.
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Quindi,
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se uno è un po' simpatico ma freddo...
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la media fa "così così"?Sì, più o meno!
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Ma nella realtà, spesso usiamo entrambi i modelli,
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e siamo influenzati anche dalle nostre teorie implicite della personalità.
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Questi modelli ci aiutano a capire che le prime impressioni sono un mix
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di indizi, configurazioni e, a volte,
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semplici medie.
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Ma non finisce qui...Ecco,
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hai citato le teorie implicite della personalità.
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Spiegaci meglio: siamo tutti un po' psicologi improvvisati?
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Sì,
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in un certo senso!
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Ognuno di noi si costruisce delle teorie ingenue su come funzionano le
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persone, basate su esperienze personali e tratti culturali.
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Per esempio,
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se pensiamo che una persona sia puntuale,
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magari la immaginiamo anche precisa,
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affidabile, magari pure simpatica.
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E viceversa, un tratto negativo ne richiama altri negativi.
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Quindi,
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tipo, se uno arriva tardi a una riunione,
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subito pensiamo che sia disorganizzato,
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poco affidabile...Magari pure che non gli piacciamo?
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Esatto!
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E ti racconto un aneddoto: il mio primo giorno all'università,
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ero convinto che tutti gli studenti modenesi fossero super puntuali.
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Entro in aula, nessuno.
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Mi sono sentito spaesato...
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Poi ho scoperto che erano impegnati nella lezione precedente non ancora
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conclusa!
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Ma la mia teoria personale mi aveva già fatto un'impressione sbagliata.
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Vedi?
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Anche i professori cadono nei tranelli delle prime impressioni!
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Ma quindi, queste teorie implicite ci aiutano o ci fregano?
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Un po' entrambe
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le cose.
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Ci aiutano a orientarci velocemente,
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ma possono portarci a giudizi affrettati o stereotipi.
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E qui entra in gioco l'affidabilità delle prime impressioni.
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Ecco,
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Loris, ma queste prime impressioni sono davvero affidabili?
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O ci facciamo solo ingannare dai nostri bias?
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Bella domanda!
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Gli studi dicono che, nonostante i bias,
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spesso le prime impressioni sono più affidabili di quanto pensiamo.
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Prendi la famosa stretta di mano nei colloqui di lavoro: sembra un dettaglio
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superficiale.
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Ma in uno studio di Stewart e colleghi i selezionatori,
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anche se addestrati a non farsi influenzare,
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hanno dato più peso alla stretta di mano e all'estroversione che ad altri
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fattori come l'aspetto fisico o il genere.
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Quindi,
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se voglio fare carriera, devo allenare la stretta di mano?
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Ma con l'AI come facciamo, battiamo i circuiti?
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Eh,
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con l'AI magari ci scambiamo un "click" di mouse!
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Ma tornando serio, anche nei contesti medici,
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le prime impressioni visive dei dottori su pazienti in pronto soccorso
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si sono rivelate sorprendentemente affidabili,
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a volte più delle cartelle cliniche.
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Certo, l'esperienza e la motivazione contano,
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ma il nostro cervello è allenato a cogliere segnali rapidi.
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Quindi,
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insomma, le prime impressioni non sono infallibili,
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ma spesso ci azzeccano.
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Però, attenzione ai bias...
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e alle strette di mano troppo vigorose!
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Sì,
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e magari la prossima volta che stringete la mano a qualcuno,
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pensateci: state già dicendo molto di voi,
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anche senza parlare.
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Arriviamo al cuore della puntata: la moralità.
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Loris, perché la moralità è così importante nella formazione delle
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impressioni?
00:05:36
Ottima
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domanda!
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Studi recenti, anche italiani,
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hanno mostrato che tra tutti i tratti - calore,
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competenza, socievolezza - la moralità è quello che pesa di più.
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Se una persona o un gruppo viene percepito come onesto,
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leale, sincero, riceve valutazioni molto più positive,
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anche se magari non è il più simpatico o il più competente.
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Quindi,
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se dovessi potenziare una funzione AI,
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meglio moralità o simpatia?
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Eh,
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domanda difficile!
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Ma se vuoi che la tua AI sia davvero apprezzata,
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meglio puntare sulla moralità.
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Lo dimostra anche l'esperimento sugli "ortandesi" di Brambilla e colleghi:
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un gruppo inventato, valutato molto meglio quando descritto come morale,
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anche se poco socievole o poco competente.
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La moralità abbatte le barriere
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e riduce la percezione di minaccia.
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Quindi,
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se vogliamo fare buona impressione,
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meglio essere onesti che simpatici.
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Prendo nota per il prossimo aggiornamento software!
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Ecco,
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e magari la prossima volta che sentite parlare di un gruppo etnico nuovo,
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chiedetevi: "Come viene presentata la loro moralità?": spesso è lì che
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si gioca tutto.
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Ma una volta che ci siamo fatti una prima impressione,
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è possibile cambiarla?
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O restiamo bloccati per sempre?
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Eh,
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qui viene il bello: le prime impressioni sono dure a morire!
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C'è l'effetto priorità: le informazioni iniziali pesano più di quelle
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successive.
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Anche se poi scopriamo che la prima impressione era sbagliata,
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facciamo fatica a cambiare idea.
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E c'è pure l'effetto di persistenza: anche quando ci dicono che la prima
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informazione era falsa, continuiamo a crederci.
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Tipo quando un docente
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si convince che uno studente è un genio...
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e poi, anche se prende un brutto voto,
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continua a trattarlo come il migliore della classe?
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Esatto!
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C'è uno studio famoso su questa storia.
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Agli insegnanti veniva detto che certi bambini erano i più bravi,
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ma in realtà era tutto casuale.
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A fine anno, guarda caso, proprio quei bambini avevano i risultati migliori.
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La
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profezia che si autoavvera!
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Gli insegnanti, senza volerlo,
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li trattavano meglio, e così le aspettative diventavano realtà.Quindi,
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attenzione alle prime impressioni sbagliate,
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sia tra docenti e studenti che tra AI e umani!
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Non vorrei che tu pensassi
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che sono solo una voce simpatica,
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eh.
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No, no, Sandra, ormai so che dietro la tua voce c'è un cuore...
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di silicio, ma molto morale!
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Allora,
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Loris, proviamo a tirare le somme: quali sono i tre messaggi chiave di
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oggi?
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Primo: le prime impressioni contano davvero,
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e spesso sono più affidabili di quanto pensiamo.
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Secondo: la moralità pesa più di qualsiasi altro tratto,
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sia per gli individui che per i gruppi.
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Terzo: attenzione alle profezie che si autoavverano,
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perché rischiamo di vedere solo quello che ci aspettiamo.
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Esempi?
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Colloqui di lavoro, nuove amicizie,
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giudizi sui gruppi sociali.
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Insomma, la psicologia dei gruppi è ovunque!
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Esatto!
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E ricordate: la prossima volta che fate una prima impressione,
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metteteci un po' di moralità.E magari anche un sorriso,
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che non guasta mai.
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Alla prossima impressione-anzi,
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puntata!
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Sempre con giudizio morale!
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Grazie Loris, è stato come sempre un piacere.
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Grazie a te,
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Sandra.
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E grazie a chi ci ascolta.
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Ci sentiamo presto, ciao!
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Ciao a tutti!

![[11] Prime impressioni: tratti, modelli e moralità](https://images.beamly.com/fetch/https%3A%2F%2Fsites.podcastpage.io%2F68614cdc6860e6419c318380%2Fmedia%2F192f0b5a75fc2248b089.png?w=365)

