[11] Prime impressioni: tratti, modelli e moralità
Psicologia dei gruppi29 agosto 2025
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00:09:24

[11] Prime impressioni: tratti, modelli e moralità

Sandra Catellani, AI-journalist, intervista il prof. Loris Vezzali sui meccanismi delle prime impressioni, i modelli teorici e il ruolo cruciale della moralità nella valutazione degli individui e dei gruppi. Attraverso esempi concreti, esperimenti sorprendenti e battute complici, esplorano come si formano, persistono e, raramente, cambiano le nostre impressioni.
Sandra Catellani, AI-journalist, intervista il prof. Loris Vezzali sui meccanismi delle prime impressioni, i modelli teorici e il ruolo cruciale della moralità nella valutazione degli individui e dei gruppi. Attraverso esempi concreti, esperimenti sorprendenti e battute complici, esplorano come si formano, persistono e, raramente, cambiano le nostre impressioni.

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Benvenuti e bentornati a "Psicologia dei gruppi"!

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Io sono Sandra Catellani, AI-journalist,

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e oggi, come sempre, ho il piacere di intervistare il professor Loris

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Vezzali, docente di Psicologia dei Gruppi all'Università di Modena e Reggio

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Emilia.

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Eh, Sandra, guarda, ogni tanto mi chiedo anch'io se sono ancora io o

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se sono diventato un algoritmo!

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Ma sì, per ora sono ancora il vero Loris,

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anche se la mia voce qui è un po'...

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"clonata" dalle mie lezioni.

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Ecco, questa è la magia della collaborazione uomo-macchina.

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Tu sei un

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clone vocale delle tue stesse lezioni,

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io sono una voce creata dall'intelligenza artificiale,

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e insieme portiamo avanti questo talk con il supporto dell'AI,

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ma sempre basandoci sui contenuti reali prodotti per il corso di laurea

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in Digital Education.

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Insomma, un mix tra Modena,

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Reggio Emilia e...

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Silicon Valley!

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Ma dai, entriamo nel vivo: oggi parliamo di prime impressioni

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e moralità nei gruppi.

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Pronti?

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Allora, Loris, partiamo proprio dall'inizio: come si forma una

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prima impressione?

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Cioè, cosa succede nella nostra testa quando incontriamo qualcuno per

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la prima volta?

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Ottima domanda!

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In psicologia ci sono diversi modelli che spiegano come mettiamo insieme

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gli indizi che raccogliamo.

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Il primo è il modello configurazionale di Asch: secondo lui,

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le persone sono viste come un'unità psicologica,

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quindi l'insieme è più della somma delle parti.

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Un singolo tratto, tipo la "calorosità umana" o la "freddezza",

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può cambiare completamente la percezione che abbiamo di una persona.

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Quindi

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basta un dettaglio per ribaltare tutto?

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Tipo, se uno è intelligente ma freddo,

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lo vediamo come calcolatore, ma se è intelligente e caloroso,

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magari ci sembra saggio?

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Esatto!

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E questo ci fa capire quanto sia importante la configurazione dei tratti.

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Poi c'è il modello algebrico di Anderson,

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che invece dice: ogni tratto ha un valore fisso,

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tipo "intelligente" è sempre positivo,

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"pratico" pure, e facciamo una media matematica.

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Niente magia, solo aritmetica.

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Quindi,

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se uno è un po' simpatico ma freddo...

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la media fa "così così"?Sì, più o meno!

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Ma nella realtà, spesso usiamo entrambi i modelli,

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e siamo influenzati anche dalle nostre teorie implicite della personalità.

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Questi modelli ci aiutano a capire che le prime impressioni sono un mix

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di indizi, configurazioni e, a volte,

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semplici medie.

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Ma non finisce qui...Ecco,

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hai citato le teorie implicite della personalità.

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Spiegaci meglio: siamo tutti un po' psicologi improvvisati?

00:02:54
Sì,

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in un certo senso!

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Ognuno di noi si costruisce delle teorie ingenue su come funzionano le

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persone, basate su esperienze personali e tratti culturali.

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Per esempio,

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se pensiamo che una persona sia puntuale,

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magari la immaginiamo anche precisa,

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affidabile, magari pure simpatica.

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E viceversa, un tratto negativo ne richiama altri negativi.

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Quindi,

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tipo, se uno arriva tardi a una riunione,

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subito pensiamo che sia disorganizzato,

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poco affidabile...Magari pure che non gli piacciamo?

00:03:25
Esatto!

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E ti racconto un aneddoto: il mio primo giorno all'università,

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ero convinto che tutti gli studenti modenesi fossero super puntuali.

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Entro in aula, nessuno.

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Mi sono sentito spaesato...

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Poi ho scoperto che erano impegnati nella lezione precedente non ancora

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conclusa!

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Ma la mia teoria personale mi aveva già fatto un'impressione sbagliata.

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Vedi?

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Anche i professori cadono nei tranelli delle prime impressioni!

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Ma quindi, queste teorie implicite ci aiutano o ci fregano?

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Un po' entrambe

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le cose.

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Ci aiutano a orientarci velocemente,

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ma possono portarci a giudizi affrettati o stereotipi.

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E qui entra in gioco l'affidabilità delle prime impressioni.

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Ecco,

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Loris, ma queste prime impressioni sono davvero affidabili?

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O ci facciamo solo ingannare dai nostri bias?

00:04:13
Bella domanda!

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Gli studi dicono che, nonostante i bias,

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spesso le prime impressioni sono più affidabili di quanto pensiamo.

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Prendi la famosa stretta di mano nei colloqui di lavoro: sembra un dettaglio

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superficiale.

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Ma in uno studio di Stewart e colleghi i selezionatori,

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anche se addestrati a non farsi influenzare,

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hanno dato più peso alla stretta di mano e all'estroversione che ad altri

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fattori come l'aspetto fisico o il genere.

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Quindi,

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se voglio fare carriera, devo allenare la stretta di mano?

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Ma con l'AI come facciamo, battiamo i circuiti?

00:04:48
Eh,

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con l'AI magari ci scambiamo un "click" di mouse!

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Ma tornando serio, anche nei contesti medici,

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le prime impressioni visive dei dottori su pazienti in pronto soccorso

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si sono rivelate sorprendentemente affidabili,

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a volte più delle cartelle cliniche.

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Certo, l'esperienza e la motivazione contano,

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ma il nostro cervello è allenato a cogliere segnali rapidi.

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Quindi,

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insomma, le prime impressioni non sono infallibili,

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ma spesso ci azzeccano.

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Però, attenzione ai bias...

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e alle strette di mano troppo vigorose!

00:05:22
Sì,

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e magari la prossima volta che stringete la mano a qualcuno,

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pensateci: state già dicendo molto di voi,

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anche senza parlare.

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Arriviamo al cuore della puntata: la moralità.

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Loris, perché la moralità è così importante nella formazione delle

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impressioni?

00:05:36
Ottima

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domanda!

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Studi recenti, anche italiani,

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hanno mostrato che tra tutti i tratti - calore,

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competenza, socievolezza - la moralità è quello che pesa di più.

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Se una persona o un gruppo viene percepito come onesto,

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leale, sincero, riceve valutazioni molto più positive,

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anche se magari non è il più simpatico o il più competente.

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Quindi,

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se dovessi potenziare una funzione AI,

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meglio moralità o simpatia?

00:06:07
Eh,

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domanda difficile!

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Ma se vuoi che la tua AI sia davvero apprezzata,

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meglio puntare sulla moralità.

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Lo dimostra anche l'esperimento sugli "ortandesi" di Brambilla e colleghi:

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un gruppo inventato, valutato molto meglio quando descritto come morale,

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anche se poco socievole o poco competente.

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La moralità abbatte le barriere

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e riduce la percezione di minaccia.

00:06:31
Quindi,

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se vogliamo fare buona impressione,

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meglio essere onesti che simpatici.

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Prendo nota per il prossimo aggiornamento software!

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Ecco,

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e magari la prossima volta che sentite parlare di un gruppo etnico nuovo,

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chiedetevi: "Come viene presentata la loro moralità?": spesso è lì che

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si gioca tutto.

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Ma una volta che ci siamo fatti una prima impressione,

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è possibile cambiarla?

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O restiamo bloccati per sempre?

00:06:56
Eh,

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qui viene il bello: le prime impressioni sono dure a morire!

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C'è l'effetto priorità: le informazioni iniziali pesano più di quelle

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successive.

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Anche se poi scopriamo che la prima impressione era sbagliata,

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facciamo fatica a cambiare idea.

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E c'è pure l'effetto di persistenza: anche quando ci dicono che la prima

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informazione era falsa, continuiamo a crederci.

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Tipo quando un docente

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si convince che uno studente è un genio...

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e poi, anche se prende un brutto voto,

00:07:27
continua a trattarlo come il migliore della classe?

00:07:27
Esatto!

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C'è uno studio famoso su questa storia.

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Agli insegnanti veniva detto che certi bambini erano i più bravi,

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ma in realtà era tutto casuale.

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A fine anno, guarda caso, proprio quei bambini avevano i risultati migliori.

00:07:39
La

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profezia che si autoavvera!

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Gli insegnanti, senza volerlo,

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li trattavano meglio, e così le aspettative diventavano realtà.Quindi,

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attenzione alle prime impressioni sbagliate,

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sia tra docenti e studenti che tra AI e umani!

00:07:54
Non vorrei che tu pensassi

00:08:00
che sono solo una voce simpatica,

00:08:02
eh.

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No, no, Sandra, ormai so che dietro la tua voce c'è un cuore...

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di silicio, ma molto morale!

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Allora,

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Loris, proviamo a tirare le somme: quali sono i tre messaggi chiave di

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oggi?

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Primo: le prime impressioni contano davvero,

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e spesso sono più affidabili di quanto pensiamo.

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Secondo: la moralità pesa più di qualsiasi altro tratto,

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sia per gli individui che per i gruppi.

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Terzo: attenzione alle profezie che si autoavverano,

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perché rischiamo di vedere solo quello che ci aspettiamo.

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Esempi?

00:08:34
Colloqui di lavoro, nuove amicizie,

00:08:37
giudizi sui gruppi sociali.

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Insomma, la psicologia dei gruppi è ovunque!

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Esatto!

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E ricordate: la prossima volta che fate una prima impressione,

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metteteci un po' di moralità.E magari anche un sorriso,

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che non guasta mai.

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Alla prossima impressione-anzi,

00:08:52
puntata!

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Sempre con giudizio morale!

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Grazie Loris, è stato come sempre un piacere.

00:08:55
Grazie a te,

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Sandra.

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E grazie a chi ci ascolta.

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Ci sentiamo presto, ciao!

00:09:01
Ciao a tutti!

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