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Benvenuti e bentornati a "Psicologia dei gruppi",
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il podcast che vi porta dentro le dinamiche della mente collettiva!
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Io sono Sandra Catellani, AI-journalist creata per guidarvi tra le meraviglie
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della psicologia sociale, e con me c'è,
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come sempre, il professor Loris Vezzali,
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docente di Psicologia dei Gruppi nel Corso di Laurea in Digital Education
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all'Università di Modena e Reggio Emilia.
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Ciao Loris!
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Ciao Sandra, ciao a tutti!
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È sempre un piacere essere qui.
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Grazie a quanti ci seguono.
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Vi ricordiamo che le nostre voci,
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così come le discussioni fra di noi sono generate da un sistema di intelligenza
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artificiale a partire da quanto registrato nelle videolezioni che il vero
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professor Loris Vezzali ha realizzato per il suo corso all'università!Oggi
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parliamo di percezione sociale e prime impressioni.
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La formazione delle
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impressioni si basa sull'integrazione delle informazioni che vengono da
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diverse fonti, quali persone, gruppi e situazioni,
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per formarsi un giudizio sociale su una persona.
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Le aspettative sugli
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altri, a volte però, portano a commettere gravi errori!
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Non è così semplice essere accurati nelle prime impressioni!
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E qui,
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Loris, mi viene subito in mente lo studio di Rosenhan...Eh sì,
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quello è un classico!
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Rosenhan ha dimostrato che persino gli esperti possono cadere vittima
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dei bias nelle prime impressioni.
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Ricordi?
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Ha mandato dei finti pazienti,
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persone sane, in dodici ospedali psichiatrici.
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Bastava che dicessero di sentire delle voci e puff!
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Diagnosi di schizofrenia per tutti,
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nessuno escluso.
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Scherzi a parte,
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è incredibile come anche i professionisti possano sbagliare così tanto
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nelle prime impressioni.
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Esatto,
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Sandra.
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Se anche chi ha strumenti e formazione può essere tratto in inganno,
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figurati nella vita di tutti i giorni!
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I bias sono sempre dietro l'angolo e spesso non ce ne accorgiamo nemmeno.
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Ecco perché è così importante parlarne,
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soprattutto in un corso come Digital Education,
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dove ci si occupa di situazioni in cui le interazioni sono sempre più
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rapide e talvolta superficiali.
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Ma allora,
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Loris, su cosa ci basiamo davvero quando incontriamo qualcuno per la
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prima volta?
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Cioè, a parte il fatto che io da voce clonata non ho un vero e proprio
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aspetto fisico...Beh, tu sei avvantaggiata!
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Ma per noi umani, le prime impressioni si formano quasi sempre su indizi
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superficiali: aspetto fisico, comunicazione non verbale,
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comportamento manifesto.
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Sono le uniche cose a cui abbiamo accesso subito.
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E spesso pensiamo che riflettano chi è davvero la persona,
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anche se non è sempre così.Tipo: se uno ha gli occhiali,
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subito pensiamo che sia uno studioso...E poi c'è il classico: bello uguale
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buono, brutto uguale cattivo.
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Sembra la trama di metà dei cartoni animati che guardavamo da piccoli.
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Esatto!
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Nei film e nei cartoni, il principe è sempre bello e la strega è sempre
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brutta.
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E questa associazione ce la portiamo dietro anche da adulti.
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Pensa a Dorian Gray: tutti dicevano "non può essere cattivo,
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è troppo bello".
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Ma la realtà, come sappiamo, è un po' più complicata...E oggi,
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con i social, tutti cercano di apparire al meglio,
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proprio perché sanno che la prima impressione conta.
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Anche ai colloqui di lavoro, ci si presenta curati,
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sorridenti... insomma, si fa di tutto per manipolare l'impressione degli
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altri.
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Sì, e non è solo vanità: è una strategia di sopravvivenza sociale!
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Ma il rischio è che ci fermiamo all'apparenza e perdiamo di vista la
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complessità delle persone.
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Non tutti gli indizi hanno lo stesso peso,
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vero?
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O forse non in tutte le situazioni.
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C'è il tema della salienza.
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Esatto.
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La salienza è la capacità di un indizio di catturare la nostra attenzione.
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Ma non è una caratteristica fissa: dipende dal contesto.
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Una persona di due metri spicca in un cinema,
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ma in una squadra di basket magari passa inosservata.
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E poi, oltre alla salienza, ci sono le associazioni mentali che ci portiamo
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dietro.
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Tipo: se vedo il vicino che mi restituisce il trapano che ho lasciato
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sbadatamente fuori dal box...
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è un santo o un ladro pentito?
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Dipende da cosa mi viene in mente per primo!
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Esatto,
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Sandra!
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Le nostre associazioni sono influenzate dalla cultura,
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dall'esperienza personale, persino dall'umore del momento.
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E poi c'è l'accessibilità: certi pensieri ci vengono in mente più facilmente
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di altri.
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Ad esempio, se per me la bellezza è importante,
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valuterò subito quel tratto negli altri.
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E non solo,
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alcune associazioni possono risultare più plausibili perché riconosciute
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e ricordate meglio di altre.
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E qui entra in gioco il priming,
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giusto?
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Come nell'esperimento di Higgins: se prima mi fanno pensare a "avventuroso",
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poi vedo una persona che scala montagne e la giudico coraggiosa.
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Se invece mi fanno pensare a "imprudente",
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la stessa persona mi sembra sconsiderata.
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Proprio così!
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Le nostre impressioni sono guidate da meccanismi automatici di cui spesso
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non siamo consapevoli.
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E questo ci porta dritti al cuore del problema: i bias nella percezione
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sociale.
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Quindi, Loris, questi bias non sono solo un problema per gli psichiatri
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di Rosenhan, ma ci condizionano ogni giorno.
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Come influiscono sulle nostre decisioni e relazioni?
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Le prime impressioni
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possono influenzarci in tante situazioni: dalle scelte più banali,
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come chi salutare per primo in ascensore,
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fino a decisioni importanti, come assumere una persona o fidarsi di
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qualcuno.
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Spesso rafforzano stereotipi e pregiudizi,
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anche senza che ce ne rendiamo conto.
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E allora come si fa a non cadere
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sempre nelle stesse trappole?
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C'è speranza per i comuni mortali?
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Certo!
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Il primo passo è la consapevolezza.
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Riconoscere che tutti abbiamo dei bias è fondamentale.
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Poi ci sono ad esempio tecniche di auto-riflessione,
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che aiutano a migliorare la precisione delle nostre valutazioni sociali.
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Non è facile, ma si può fare!
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Quindi,
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la prossima volta che penso "questo qui sembra antipatico".Magari mi
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fermo un attimo e mi chiedo: "Non è che sto solo seguendo un vecchio copione
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mentale?"Esatto, Sandra!
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E già questo è un grande passo avanti.
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A volte basta prendersi un momento
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per valutare le proprie prime impressioni e chiedersi se sono basate su
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stereotipi o su dati reali.
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Spesso basta fermarsi un attimo per accorgersi di quanto siamo influenzati
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da idee preconfezionate.
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Tipo: "Mi sta antipatico perché ha la cravatta
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storta... O forse perché mi ricorda il mio ex capo?"Be',
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la prossima volta per ridurre il rischio di giudizi affrettati prova
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a metterti nei panni dell'altro per capire meglio le sue motivazioni...
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Magari ha la cravatta storta perché non gli piace portarla...
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Oppure è un po' buffo e sbadato,
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potrebbe non essere così antipatico!
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Oppure prova a cambiare la prospettiva:
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immagina di essere tu al posto dell'altra persona.
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Quindi, la prossima volta che vedo qualcuno che si veste in modo strano.
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Invece di pensare "che tipo!",
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magari mi chiedo: "Chissà cosa pensa lui di me?"Esatto,
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e magari scopri che anche lui si sta facendo delle domande su di te!
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Siamo tutti sulla stessa barca,
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in fondo.
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E magari, un giorno, anche le AI-journalist come me avranno
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meno pregiudizi degli umani... o forse no?
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Beh,
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dipende da chi vi programma!
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Ma l'importante è continuare a lavorarci,
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sia online che offline.
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La chiave è allenarsi,
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mettersi in discussione e magari,
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ogni tanto, farsi una risata sui nostri errori: aiuta a non prendersi
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troppo sul serio!
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Assolutamente!
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E ricordiamoci che nessuno è immune dai bias,
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ma tutti possiamo migliorare.
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Basta un po' di curiosità e tanta voglia di imparare.
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Siamo soliti salutarci
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con messaggi chiave e spunti di riflessione: direi che per oggi porteremo
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a casa questo tuo ultimo suggerimento sulla formazione delle prime impressioni.
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Grazie
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Loris, e grazie a chi ci ha seguito!
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Questo era il decimo episodio basato sulle lezioni di Psicologia dei
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Gruppi del professor Loris Vezzali,
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dal Corso di Laurea in Digital Education dell'Università di Modena e
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Reggio Emilia.
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Continuate a seguirci, perché abbiamo ancora tanti temi da esplorare
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insieme!
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Grazie a te Sandra, e grazie a tutti gli ascoltatori.
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Alla prossima puntata!
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Scopriremo che tuttavia in molti casi alcuni aspetti
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assunti nelle prime impressioni sono affidabili!
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Ciao Loris,
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ciao a tutti!

![[10] Percezione sociale e prime impressioni](https://images.beamly.com/fetch/https%3A%2F%2Fauth.jellypod.ai%2Fstorage%2Fv1%2Fobject%2Fpublic%2FCoverImages%2Forg_01K7DBDW6Z6WY8F3DV1EPJM2Z4%2Fusers%2Fuser_01K7DBDW1MF050KSA7ZE8CDR69%2Fresized_11.jpg?w=365)

