[09] Autopercezione e Dissonanza: teorie e tecniche
Psicologia dei gruppi29 agosto 2025
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[09] Autopercezione e Dissonanza: teorie e tecniche

Nel nono episodio di Psicologia dei Gruppi, Sandra Catellani intervista il prof. Loris Vezzali sui meccanismi di persuasione legati ai processi di autopercezione e dissonanza, approfondendo come piccoli comportamenti influenzino gli atteggiamenti e presentando tecniche coinvolgenti come piede nella porta e tiro mancino. Basato sul corso di Psicologia dei Gruppi del Corso di Laurea in Digital Education, UniModena-Reggio Emilia.
Nel nono episodio di Psicologia dei Gruppi, Sandra Catellani intervista il prof. Loris Vezzali sui meccanismi di persuasione legati ai processi di autopercezione e dissonanza, approfondendo come piccoli comportamenti influenzino gli atteggiamenti e presentando tecniche coinvolgenti come piede nella porta e tiro mancino. Basato sul corso di Psicologia dei Gruppi del Corso di Laurea in Digital Education, UniModena-Reggio Emilia.

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Benvenuti e bentornati a "Psicologia dei gruppi",

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il podcast che esplora i meccanismi della mente collettiva e le dinamiche

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che ci influenzano ogni giorno ed è tratto dalle lezioni di Psicologia

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dei Gruppi tenute dal professor Loris Vezzali,

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all'interno del Corso di Laurea in Digital Education dell'Università

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di Modena e Reggio Emilia.

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Io sono Sandra Catellani, AI-journalist,

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e sì, la mia voce è generata dall'intelligenza artificiale,

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proprio per portare un tocco di innovazione anche nella divulgazione

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scientifica.

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Oggi, come sempre, sono qui con il professor Loris Vezzali,

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docente di Psicologia dei Gruppi,

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la cui voce, lo ricordiamo, è clonata direttamente dalle sue lezioni.

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Anche i dialoghi fra me e Loris sono generati con un sistema di intelligenza

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artificiale.

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Loris, bentornato!

00:01:06
Ciao Sandra,

00:01:08
grazie mille.

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È sempre un piacere essere qui.

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Tema della puntata di oggi sono l'autopercezione,

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la persuasione e quei piccoli grandi meccanismi che ci portano a cambiare

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idea o a restare fermi sulle nostre posizioni.

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Temi fondamentali!

00:01:19
Sì,

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e sono argomenti che affrontiamo spesso nelle mie lezioni al corso di

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Digital Education, proprio perché sono strumenti utili per chiunque lavori

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o studi in ambito educativo, ma anche per chi vuole semplicemente capire

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meglio come funzionano le dinamiche sociali che ci circondano.

00:01:37
Allora,

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Loris, direi di entrare subito nel vivo e cominciare a parlare di queste

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tecniche di persuasione che, a volte,

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ci sorprendono per quanto siano efficaci.

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Partiamo dalla famosa tecnica

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del piede nella porta, o foot-in-the-door.

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Loris, ci spieghi in cosa consiste e perché è così potente?

00:01:59
Certo!

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Allora, la tecnica del piede nella porta si basa su un principio molto

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semplice: chiedere prima un piccolo favore,

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un atto significativo ma non troppo impegnativo,

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per poi avanzare una richiesta più grande e importante.

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L'idea è che, dopo aver compiuto il primo gesto,

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le persone tendano a voler essere coerenti con se stesse e quindi accettano

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più facilmente la seconda richiesta.

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Ti propongo un esempio classico,

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quello delle casalinghe americane negli anni '70,

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donne attentissime ai dettagli e all'eleganza delle proprie abitazioni.

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I

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ricercatori chiesero loro di firmare una petizione per la sicurezza stradale,

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un gesto semplice ma significativo.

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Dopo qualche settimana, tornarono chiedendo di mettere un cartello,

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volutamente brutto, nel giardino con scritto "Guida con prudenza".

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Ecco, chi aveva firmato la petizione era tre volte più propenso ad accettare

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il cartello rispetto a chi non aveva firmato nulla prima.

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Quindi,

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il primo atto, anche se piccolo,

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crea una sorta di impegno psicologico.

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E la percezione di aver agito volontariamente è fondamentale,

00:03:10
giusto?

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Esatto, Sandra.

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Se pensiamo di aver scelto liberamente,

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il nostro cervello tende a dedurre che siamo davvero d'accordo con la

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causa.

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Ecco perché, nella vita quotidiana,

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dopo aver firmato una petizione,

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ci sentiamo quasi obbligati a fare anche una donazione.

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Lo facciamo per coerenza con il nostro primo gesto!

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Mi viene in mente

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quando, per strada, ti chiedono di firmare contro la droga e poi,

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subito dopo, arriva la richiesta di una donazione.

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È quasi automatico sentirsi in dovere di dire sì,

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proprio per non sembrare incoerenti con se stessi.

00:03:45
Sì,

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e infatti molti, per evitare questa trappola,

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preferiscono non firmare affatto.

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È un meccanismo che conosciamo istintivamente,

00:03:58
anche se magari non sappiamo dargli un nome.

00:03:58
Quindi,

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la persuasione si gioca spesso su questi piccoli atti che,

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messi insieme, possono davvero cambiare i nostri comportamenti e atteggiamenti,

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anche senza che ce ne accorgiamo.

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Un'altra tecnica che sfrutta la coerenza

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è quella del tiro mancino, o lowball technique.

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Loris, ci racconti come funziona?

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Se non ricordo male, viene usata anche da alcuni rivenditori.

00:04:20
Volentieri!

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La lowball technique si basa sull'impegno iniziale: si propone un'offerta

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molto vantaggiosa, il cliente accetta,

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si convince che quella sia la scelta giusta,

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e poi, all'ultimo momento, le condizioni cambiano e il prezzo sale.

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Ma ormai la persona si è già impegnata mentalmente e spesso accetta comunque,

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per non smentire la propria decisione iniziale.

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Mi ricorda quando ho prenotato

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un abbonamento online pensando di avere uno sconto incredibile,

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e poi, leggendo bene le condizioni,

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ho scoperto che lo sconto era solo per il primo mese.

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Ma ormai avevo già

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deciso, e alla fine ho accettato lo stesso,

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anche se non era più così conveniente.

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Mi sono sentita un po' "fregata",

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ma anche coerente con la mia scelta iniziale!

00:05:09
Ecco,

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è proprio questo il punto.

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La coerenza comportamentale è un motore potentissimo.

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Nei processi di vendita, come nelle concessionarie auto,

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capita spesso che il cliente accetti un prezzo più alto dopo aver già

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firmato per un'offerta iniziale.

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È una strategia studiata.

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Quindi, anche qui, la persuasione si basa su piccoli passi...Quasi senza

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accorgercene, scelte che magari,

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a mente fredda, non avremmo mai fatto.

00:05:35
Sì,

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e questi meccanismi sono davvero diffusi,

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non solo nelle vendite ma anche nelle relazioni sociali e nei gruppi.

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Capire come funzionano ci aiuta a essere consapevoli e,

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magari, a non cadere in qualche trappola.

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Questi meccanismi fanno riferimento

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solo alla dissonanza cognitiva?

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Non credi sia necessario introdurre,

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a questo punto, la teoria dell'autopercezione di Bem?

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Sembra simile alla dissonanza cognitiva ma,

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in realtà, è molto diversa.

00:06:06
Certo.

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La teoria dell'autopercezione di Bem sostiene che spesso deduciamo i

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nostri atteggiamenti osservando i nostri stessi comportamenti,

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soprattutto quando non abbiamo convinzioni forti.

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Un esperimento interessante è quello delle cuffie: ai partecipanti veniva

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chiesto di testare la qualità del suono mentre simulavano di correre o

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andare in bici.

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Chi simulava la corsa, annuiva con la testa e,

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inconsciamente, era più d'accordo con il messaggio ascoltato.

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Chi simulava la bici, scuoteva la testa e risultava meno d'accordo.

00:06:38
Quindi,

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anche movimenti corporei apparentemente banali possono influenzare i

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nostri atteggiamenti.

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Ma questo processo è più superficiale rispetto alla dissonanza cognitiva,

00:06:54
giusto?

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Nella dissonanza cognitiva c'è un'elaborazione molto forte.

00:06:54
Esatto.

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L'autopercezione si attiva soprattutto quando non abbiamo un atteggiamento

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già formato.

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Per esempio, se mi chiedo se sono sportivo,

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guardo a cosa faccio.

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Se pratico sport, mi definisco sportivo.

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Però se mi confronto con chi fa molto più sport di me,

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potrei cambiare idea.

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Lo stesso vale per la religiosità: dipende da come interpreto i miei

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comportamenti rispetto al contesto.

00:07:22
E questi atteggiamenti,

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nati da processi superficiali,

00:07:28
sono più fragili e facilmente modificabili.

00:07:28
Sì,

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infatti.

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È importante riconoscere quando i nostri atteggiamenti sono il risultato

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di una vera riflessione o solo di una lettura superficiale dei nostri

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comportamenti.

00:07:42
Questo ci aiuta a capire quanto siano stabili o,

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al contrario, facilmente influenzabili.

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Loris,

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quindi, quali sono le differenze principali tra dissonanza cognitiva

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e autopercezione e perché sono così rilevanti nei gruppi?

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Allora,

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la differenza fondamentale sta nella profondità dell'elaborazione cognitiva.

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La dissonanza cognitiva richiede un lavoro mentale intenso.

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Quando ci accorgiamo di essere incoerenti,

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cerchiamo strategie per risolvere il disagio,

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cambiando atteggiamenti o comportamenti.

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Questo porta a cambiamenti più stabili e duraturi.

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Invece, l'autopercezione si basa su una lettura superficiale dei nostri

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comportamenti e genera atteggiamenti più deboli,

00:08:24
facilmente modificabili.

00:08:24
Quindi,

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la chiave è riconoscere quando siamo guidati da processi profondi e quando,

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invece, ci lasciamo trasportare da automatismi.

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Solo così possiamo davvero crescere,

00:08:37
sia come individui che come membri di un gruppo.

00:08:37
Esattamente.

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E come diciamo sempre nelle lezioni di Psicologia dei Gruppi nel corso

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di Digital Education, essere consapevoli di questi meccanismi è il primo

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passo per diventare cittadini e professionisti più critici e

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responsabili.

00:08:50
Direi

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che per oggi abbiamo dato parecchi spunti su cui riflettere.

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Non dimentichiamo che: uno - la coerenza è un tema fondamentale quando

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parliamo di atteggiamenti e comportamenti; due - le tecniche del piede

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nella porta e del tiro mancino sono meccanismi che ci inducono ad adottare

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comportamenti per restare coerenti; tre - la principale differenza fra

00:09:21
autopercezione e dissonanza cognitiva è nella profondità dell'elaborazione

00:09:27
cognitiva.

00:09:27
Grazie, Sandra, a te e a chi ci ascolta.

00:09:30
Alla prossima puntata, dove continueremo a esplorare il mondo della psicologia

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dei gruppi!

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Vi lascio con queste tre domande: in che modo la nostra ricerca

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di coerenza può, a volte, portarci a fare scelte che non riflettono i

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nostri reali interessi o valori?

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Come agire quando restiamo intrappolati in decisioni sbagliate?

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Quanto siamo consapevoli di alcune tecniche di persuasione nei contesti

00:09:59
sociali?

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Grazie, Loris, per aver condiviso esempi così concreti in questo

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episodio e per averci guidato tra autopercezione,

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dissonanza e persuasione.

00:10:07
Un saluto da Sandra Catellani e dal professor

00:10:13
Loris Vezzali.

00:10:14
Restate con noi per i prossimi episodi di "Psicologia dei gruppi".

00:10:18
Ciao Loris!

00:10:18
Ciao Sandra, ciao a tutti!

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