00:00:00
Ciao a tutti e bentornati a Openness in Education!
00:00:16
Io sono Elena Ferri, e come sempre sono qui con Tommaso Minerva.
00:00:21
Oggi parliamo di un tema che, secondo me,
00:00:24
è diventato quasi inevitabile nelle scuole e nelle università: la scelta
00:00:30
tra piattaforme centralizzate e decentralizzate per la comunicazione.
00:00:30
Tommaso,
00:00:35
quante volte ti è capitato di sentirti chiedere: "Ma perché non possiamo
00:00:40
semplicemente usare WhatsApp per il gruppo della classe?"Eh,
00:00:44
Elena, guarda, ormai è la domanda standard.
00:00:48
E la risposta, purtroppo, non è mai semplice.
00:00:51
WhatsApp, Telegram...
00:00:53
sono strumenti che usiamo tutti,
00:00:55
anche io, lo ammetto, forse pure troppo.
00:00:58
Però, come abbiamo già accennato in qualche episodio fa,
00:01:02
dietro la comodità si nascondono dei rischi,
00:01:07
soprattutto quando parliamo di dati sensibili e di minori.
00:01:07
Sì,
00:01:14
e ti dirò, mi è capitato proprio l'anno scorso: una scuola ha deciso
00:01:19
di usare WhatsApp per tutte le comunicazioni tra docenti,
00:01:23
studenti e genitori.
00:01:26
All'inizio sembrava la soluzione più rapida,
00:01:29
ma poi sono emersi problemi.
00:01:32
Per esempio, per far parte del gruppo,
00:01:34
anche i ragazzi minorenni dovevano crearsi un account,
00:01:38
condividere il numero di telefono,
00:01:40
spesso con un nickname inventato.
00:01:42
E lì ti chiedi: stiamo davvero tutelando la loro privacy?
00:01:42
Esatto.
00:01:48
E non è solo una questione di privacy,
00:01:50
ma anche di identità.
00:01:52
Su queste piattaforme, chiunque può crearsi un'identità,
00:01:56
nessuna certificazione, nessun controllo reale.
00:01:59
E tutti i dati, sia quelli personali che i messaggi,
00:02:02
sono nelle mani del provider.
00:02:04
WhatsApp, Telegram, insomma, sono mondi chiusi,
00:02:11
centralizzati, dove tutto passa da un unico punto.
00:02:14
E se ci pensi, non puoi nemmeno mandare un messaggio da WhatsApp a Telegram,
00:02:17
sono proprio ecosistemi separati.
00:02:17
E poi c'è il tema della trasparenza.
00:02:22
Dicono che i messaggi siano cifrati end-to-end,
00:02:25
ma...
00:02:26
chi si fida davvero?
00:02:27
E soprattutto, quando chiediamo a un minore di entrare in questi gruppi,
00:02:32
lo stiamo esponendo a una comunità di sconosciuti,
00:02:36
senza che la scuola abbia il controllo su chi c'è davvero dall'altra
00:02:40
parte.
00:02:40
Sì, e non è solo una questione di studenti.
00:02:43
Anche tra colleghi, tra consigli di classe,
00:02:45
spesso si chiede a chi non ha WhatsApp di crearsi un account,
00:02:50
magari usando un numero privato che non vorrebbe condividere.
00:02:53
È una scelta che facciamo per comodità,
00:02:56
ma che ha delle conseguenze.
00:02:58
Come dicevamo nella puntata sulla "pillola rossa digitale",
00:03:02
serve consapevolezza.
00:03:03
Non è questione di demonizzare,
00:03:05
ma di capire cosa stiamo chiedendo alle persone quando scegliamo una
00:03:10
piattaforma.
00:03:10
Ecco, la vera alternativa sarebbe che ogni scuola,
00:03:14
ogni organizzazione, gestisse il proprio servizio,
00:03:18
con identità certificate e dati protetti.
00:03:21
Un po' come avere un social network interno,
00:03:24
dove la comunità è davvero quella della scuola,
00:03:27
e non un pezzo di un'enorme piattaforma globale.
00:03:27
E qui entra in gioco
00:03:33
Matrix.
00:03:33
Matrix non è solo un'app, è proprio un ecosistema,
00:03:37
un protocollo open source per la messaggistica e le chiamate,
00:03:43
che permette a chiunque di installare il proprio server.
00:03:45
E la cosa interessante è la federazione: ogni server può parlare con
00:03:50
gli altri, ma tu puoi decidere con chi federarti,
00:03:52
chi far entrare nella tua comunità.Quindi,
00:03:56
se una scuola installa Matrix,
00:03:58
può creare un ambiente chiuso solo per i suoi studenti e docenti,
00:04:02
con identità certificate, e magari federarsi solo con altre scuole o
00:04:06
università di fiducia.
00:04:08
E tutto resta sotto controllo,
00:04:11
sia i dati che le identità.Esatto.
00:04:13
E la privacy qui è davvero presa sul serio.
00:04:16
Tutto è cifrato end-to-end, ma in modo,
00:04:19
come dire, quasi paranoico.
00:04:21
Ogni utente ha una chiave di cifratura personale,
00:04:24
e se la perdi, perdi l'accesso a tutti i messaggi precedenti.
00:04:28
È un po' come avere una porta blindata: se non hai la chiave,
00:04:33
non entri.
00:04:33
E questo, secondo me, educa anche a prendersi cura della propria sicurezza
00:04:37
digitale.
00:04:37
E poi, nessuno può scriverti se non lo hai autorizzato.
00:04:42
Quindi niente messaggi indesiderati,
00:04:44
niente spam, e soprattutto, sai sempre con chi stai parlando perché l'identità
00:04:50
è certificata dall'organizzazione.
00:04:53
Mi sembra un salto di qualità rispetto ai gruppi WhatsApp dove,
00:04:57
a volte, non sai nemmeno chi c'è davvero dietro un nickname.
00:04:57
Sì,
00:05:01
e ti porto un esempio concreto: edumatrix.
00:05:01
it,
00:05:06
che stiamo sperimentando all'Università di Modena e Reggio Emilia.
00:05:10
Solo studenti e docenti dell'ateneo possono accedere,
00:05:14
tramite le credenziali ufficiali.
00:05:16
E in Austria, l'Università di Innsbruck ha fatto di Matrix il suo strumento
00:05:24
principale per la didattica a distanza,
00:05:27
con gruppi per ogni corso, ogni disciplina,
00:05:29
ogni classe.
00:05:30
È un modello che si può replicare anche nelle scuole italiane,
00:05:34
magari partendo da una rete di istituti che vogliono collaborare in modo
00:05:39
sicuro.
00:05:39
E la cosa bella è che Matrix si può integrare anche con altri strumenti,
00:05:44
come Telegram o WhatsApp, tramite il bridging.
00:05:48
Quindi non è un salto nel vuoto,
00:05:50
ma un modo per costruire un ambiente più sicuro e controllato,
00:05:54
senza perdere la possibilità di comunicare con l'esterno,
00:05:58
se serve.
00:05:58
Sì, e tutto questo è possibile perché Matrix è open source.
00:06:03
Il codice è pubblico, chiunque può controllarlo,
00:06:06
modificarlo, adattarlo alle proprie esigenze.
00:06:10
Non c'è una multinazionale che decide per te,
00:06:12
ma sei tu, o la tua organizzazione,
00:06:15
a gestire tutto.
00:06:16
E questo, come abbiamo detto anche nella puntata sul Fediverso,
00:06:23
è un passo fondamentale verso la sovranità digitale.
00:06:23
Matrix è solo un
00:06:29
esempio, ma il mondo open source offre tante altre soluzioni per la scuola.
00:06:34
Penso a PeerTube per la condivisione di video,
00:06:37
NextCloud o OwnCloud per la gestione dei file e dei dati.
00:06:42
Sono strumenti che permettono di creare ambienti protetti,
00:06:46
social network interni, spazi di collaborazione dove studenti e docenti
00:06:51
possono lavorare insieme in sicurezza.
00:06:51
Sì,
00:06:54
e come dicevamo anche in una puntata precedente,
00:06:56
la vera sfida non è tanto tecnica,
00:06:58
ma culturale.
00:06:59
Le barriere principali sono la paura del cambiamento,
00:07:02
la convinzione che open source sia troppo complicato,
00:07:07
o che manchi il supporto.
00:07:09
Ma in realtà, con un po' di formazione e la giusta motivazione,
00:07:12
queste soluzioni sono alla portata di tutti.
00:07:12
E poi,
00:07:16
c'è il tema della comunità.
00:07:18
Quando una scuola adotta un ambiente open source,
00:07:21
non solo protegge i dati, ma educa anche gli studenti a una cittadinanza
00:07:25
digitale consapevole.
00:07:26
Imparano a gestire la propria identità online,
00:07:28
a capire cosa significa privacy,
00:07:31
a collaborare in modo responsabile.
00:07:33
È un investimento che va oltre la tecnologia.
00:07:33
Assolutamente.
00:07:36
E secondo me, la domanda che dovremmo farci è: cosa ci impedisce davvero
00:07:42
di fare questo passo?
00:07:44
È solo questione di abitudine,
00:07:45
o c'è qualcosa di più?
00:07:46
Forse serve una spinta dall'alto,
00:07:49
o magari basta che una scuola inizi e le altre seguano.
00:07:53
Come sempre, la consapevolezza è il primo passo.
00:07:53
Sì,
00:08:00
e magari anche ascoltare esperienze di chi ci ha già provato,
00:08:03
come l'Università di Innsbruck o le scuole che stanno sperimentando Matrix
00:08:09
e NextCloud.
00:08:10
Se avete domande o volete raccontarci la vostra esperienza,
00:08:14
scriveteci!
00:08:15
Noi siamo sempre curiosi di ascoltare nuove storie.
00:08:15
E direi che per oggi
00:08:21
possiamo fermarci qui.
00:08:22
Abbiamo visto che decentralizzare la comunicazione educativa non è solo
00:08:27
possibile, ma anche auspicabile,
00:08:29
se vogliamo costruire ambienti più sicuri e consapevoli.
00:08:33
Grazie Elena, come sempre, per la chiacchierata.
00:08:33
Grazie a te Tommaso,
00:08:38
e grazie a chi ci ha ascoltato.
00:08:39
Ci sentiamo alla prossima puntata di Openness in Education.
00:08:43
Ciao a tutti!
00:08:43
Ciao Elena, ciao a tutti!

![[05] Decentralizzare la Comunicazione in Ambito Educativo](https://images.beamly.com/fetch/https%3A%2F%2Fauth.jellypod.ai%2Fstorage%2Fv1%2Fobject%2Fpublic%2FCoverImages%2Forg_01K7DBDW6Z6WY8F3DV1EPJM2Z4%2Fusers%2Fuser_01K7DBDW1MF050KSA7ZE8CDR69%2Fb2W1dOXMXsXT4fFPtRhxz.jpg?w=365)

