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Ciao a tutti e bentornati a Openness in Education!
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Io sono Elena Ferri, e come sempre c'è con me Tommaso Minerva.
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Oggi parliamo di un tema che, secondo me,
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è centrale in questo ciclo di conversazioni: il Fediverso e le sue
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opportunità
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per scuole e università.Ciao Elena,
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ciao a tutti!
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Sì, oggi entriamo proprio nel vivo.
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Allora, il Fediverso...
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magari qualcuno ne ha già sentito parlare,
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magari no.
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In pratica, è un insieme di applicazioni open source che comunicano tra
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loro grazie a protocolli come ActivityPub.
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Questo garantisce interoperabilità,
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cioè le piattaforme possono dialogare,
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e anche sicurezza, perché l'identità viene certificata e gestita
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dall'organizzazione
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stessa, non da una multinazionale.
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Esatto,
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e questa cosa della sicurezza secondo me è fondamentale,
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soprattutto in ambito educativo.
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Le piattaforme principali del Fediverso sono Mastodon,
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che è un po' come un Twitter federato,
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Matrix per la messaggistica, PeerTube per i video...
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E ci sono esempi concreti anche in Italia,
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tipo edusocial.
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it per Mastodon o edumatrix.
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it per Matrix.
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Sono ambienti che possiamo davvero personalizzare e controllare.
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Sì,
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e la differenza rispetto a Facebook o WhatsApp è enorme.
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Nei social federati, i dati restano all'interno della comunità educativa.
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È come mandare i figli a scuola sapendo che sono in un ambiente protetto,
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invece di lasciarli in giro senza sapere dove sono.
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E poi, queste piattaforme sono installate sui server dell'istituzione,
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quindi la scuola o l'università ha il pieno controllo.
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Guarda,
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io Mastodon l'ho scoperto proprio grazie a un gruppo di colleghi curiosi.
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All'inizio ero un po' scettica,
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lo ammetto, perché ero abituata ai soliti social.
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Ma poi mi sono resa conto che la possibilità di avere uno spazio gestito
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dalla nostra comunità, senza pubblicità,
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senza algoritmi strani, è una boccata d'aria fresca.
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E anche la privacy è tutta un'altra cosa.
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Ecco,
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e non è solo una questione tecnica.
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C'è anche un valore educativo fortissimo.
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Se insegniamo agli studenti a usare strumenti alternativi,
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li aiutiamo a diventare cittadini digitali consapevoli.
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E questo, secondo me, è uno dei compiti principali delle istituzioni
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educative oggi.
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Sì, e qui arriviamo al punto: come si fa a portare questi
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strumenti nelle scuole e nelle università?
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Ci sono già esperienze pratiche,
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no Tommaso?
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Sì, assolutamente.
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Pensa che in alcune classi universitarie abbiamo usato PeerTube per caricare
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i progetti video degli studenti.
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È stato interessante perché, oltre a risparmiare sui costi rispetto a
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piattaforme commerciali, abbiamo potuto gestire tutto internamente,
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senza dipendere da servizi esterni.
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E la gestione non è così complicata come si pensa,
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anzi, spesso è più semplice di quanto sembri.
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E poi c'è il tema della
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cittadinanza digitale.
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Usare Mastodon o Matrix in classe significa anche parlare di privacy,
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di consapevolezza tecnologica.
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Gli studenti imparano che esistono alternative,
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che possono scegliere e capire cosa succede ai loro dati.
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È un modo per fare educazione civica digitale,
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non solo informatica.
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Certo, però non è tutto rose e fiori.
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Le scuole e gli atenei incontrano diversi ostacoli.
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Il primo, secondo me, è la pigrizia digitale: siamo abituati a usare
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Google Meet, Teams, WhatsApp...
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Cambiare richiede uno sforzo, anche solo mentale.
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E poi c'è la paura che gli strumenti open source siano più difficili
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o meno sicuri.
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Ma, come abbiamo già detto in una puntata precedente,
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spesso è solo una questione di abitudine e di formazione.
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Sì,
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e aggiungo che a volte manca proprio la curiosità di provare qualcosa
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di nuovo.
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Io stessa, la prima volta che ho usato Matrix,
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ho pensato: "Oddio, sarà complicato!" Invece,
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dopo due giorni, mi sono chiesta perché non l'avessimo fatto prima.
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E poi, quando vedi che gli studenti si appassionano,
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capisci che ne vale la pena.
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Ecco,
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e non dimentichiamo che queste scelte aiutano anche a recuperare competenze
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che si stanno perdendo.
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Gestire la sicurezza digitale,
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per esempio, è una responsabilità che dovremmo riacquisire,
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non delegare sempre a qualcun altro.
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È come chiudere la porta di casa: dobbiamo sapere come si fa,
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non lasciare le chiavi a Google o Microsoft.
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E qui si apre un altro tema:
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il Fediverso non è solo social o messaggistica.
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Si può costruire un vero ecosistema educativo integrato.
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Penso a Moodle per la didattica,
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Big Blue Button per le videoconferenze,
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NextCloud per l'archiviazione dei file,
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PeerTube per i video...
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Tutti strumenti open source che possono dialogare tra loro.
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Sì,
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e ti racconto un caso concreto: abbiamo creato una specie di "YouTube
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universitario" con PeerTube, dove gli studenti pubblicano i loro video.
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Funziona benissimo, è federato,
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quindi può dialogare con altre istanze di altre università o scuole.
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E l'impatto sulla didattica è stato notevole: più partecipazione,
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più creatività, e anche più attenzione alla privacy.
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E quando parliamo
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di archiviazione, NextCloud è stato una salvezza,
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soprattutto in emergenza sanitaria.
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Ricordo quando ho aiutato un collega a migrare tutti i materiali didattici
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su NextCloud: in pochi giorni avevamo un ambiente sicuro,
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accessibile solo alla nostra comunità,
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senza doverci preoccupare di dove finissero i dati.
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Ecco,
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e qui entra in gioco anche il discorso del cloud pubblico europeo.
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Se riuscissimo ad avere infrastrutture pubbliche efficienti,
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sarebbe ancora più facile adottare queste soluzioni su larga scala.
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Si sta lavorando a livello europeo e nazionale,
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anche se ci vorrà ancora un po' di tempo.
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Ma è un prerequisito fondamentale per rafforzare la sovranità digitale
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delle nostre scuole e università.Sì,
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e secondo me è proprio questo il punto: dobbiamo imparare a fare scelte
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consapevoli, come dicevamo anche nella prima puntata con la metafora della
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pillola rossa.
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Non si tratta di demonizzare le soluzioni commerciali,
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ma di capire cosa ci offrono davvero le alternative open source e federate.
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E investire in conoscenza, competenze e autonomia digitale.
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Esatto,
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e magari la prossima volta potremmo approfondire proprio come si costruisce
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una comunità educativa digitale,
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partendo da questi strumenti.
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Che dici Elena, ci diamo appuntamento alla prossima?
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Assolutamente sì!
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Grazie a tutti per averci seguito,
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grazie Tommaso per la chiacchierata.
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Continuate a mandarci domande e spunti,
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e ci sentiamo presto con un nuovo episodio di Openess in Education.
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Ciao a tutti!
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Ciao Elena, ciao a tutti e buona serata!

![[03] Il Fediverso: opportunità per le scuole e università](https://images.beamly.com/fetch/https%3A%2F%2Fauth.jellypod.ai%2Fstorage%2Fv1%2Fobject%2Fpublic%2FCoverImages%2Forg_01K7DBDW6Z6WY8F3DV1EPJM2Z4%2Fusers%2Fuser_01K7DBDW1MF050KSA7ZE8CDR69%2FVDwtOqH6CIdt7tGrwzdVp.jpg?w=365)

