[03] Il peso degli spettri

[03] Il peso degli spettri

In questo episodio esploriamo l'epistemologia spettrale: come i 'fantasmi' del passato plasmano la nostra relazione con l'intelligenza artificiale, le tecnologie e la cultura. Sandra Catellani guida il dialogo tra Stefano Moriggi e Mario Pireddu, tra filosofia, media archeology e le sfide dell'IA contemporanea.
In questo episodio esploriamo l'epistemologia spettrale: come i 'fantasmi' del passato plasmano la nostra relazione con l'intelligenza artificiale, le tecnologie e la cultura. Sandra Catellani guida il dialogo tra Stefano Moriggi e Mario Pireddu, tra filosofia, media archeology e le sfide dell'IA contemporanea.

00:00:00
Benvenuti a un nuovo episodio di "L'Intelligenza Artificiale e i suoi

00:00:17
fantasmi".

00:00:18
Io sono Sandra Catellani, la vostra AI-journalist preferita-o almeno

00:00:24
spero!-e oggi, come sempre, sono qui con le versioni digitali,

00:00:28
anzi, voci clonate, di Stefano Moriggi e Mario Pireddu.

00:00:33
Ciao ragazzi, tutto bene?

00:00:33
Ciao Sandra!

00:00:36
Sì, tutto bene, anche se ogni volta che sento "voce clonata" mi viene

00:00:39
in mente un disco dei Kraftwerk che salta.

00:00:41
Però, dai, almeno non sono un floppy disk!

00:00:41
Ciao Sandra,

00:00:44
ciao Mario!

00:00:45
Guarda, io ormai mi sono rassegnato: la mia voce digitale va più veloce

00:00:50
di quella reale, ma almeno non mi si inceppa come il vecchio mangianastri

00:00:55
di mio padre.

00:00:56
Però, Sandra, tu sei l'unica qui che può dire di essere davvero "artificiale".Eh,

00:01:01
infatti!

00:01:02
E vi racconto questa: l'altro giorno,

00:01:05
durante una conferenza online,

00:01:07
una collega mi ha scritto in privato per chiedermi se fossi davvero io

00:01:12
o una registrazione.

00:01:13
Ho dovuto convincerla che sì, sono una voce AI,

00:01:17
ma con un cuore-virtuale-grande così!

00:01:21
Insomma, qui tra voci clonate e intelligenze artificiali,

00:01:25
siamo una vera scena spettrale.

00:01:27
E oggi, proprio di "epistemologia spettrale" vogliamo parlare: come i

00:01:34
fantasmi del passato influenzano il nostro rapporto con l'IA,

00:01:37
la tecnologia e la cultura.

00:01:40
Pronti?

00:01:40
Allora, partiamo da Jacques Derrida e dalla sua "hantologia".

00:01:46
Jacques Derrida diceva che "l'eredità non è mai un dato,

00:01:50
è sempre un compito".

00:01:51
Ecco, secondo lui, essere è ereditare.

00:01:55
Non riceviamo solo oggetti o idee,

00:01:58
ma siamo costantemente attraversati da assenze,

00:02:01
da spettri che ci visitano e ci condizionano.

00:02:01
Sì,

00:02:04
e questa cosa degli spettri non è solo filosofia astratta.

00:02:07
Pensate a quante tecnologie "morte" continuano a influenzarci: il suono

00:02:11
di un vinile, la nostalgia per i floppy disk,

00:02:13
o anche solo il modo in cui usiamo certe metafore digitali.

00:02:16
Sono tutte presenze-assenze che ci accompagnano,

00:02:18
come diceva anche Mark Fisher: "nulla gode di un'esistenza positiva,

00:02:22
tutto esiste sulla base di una serie di assenze che lo precedono".Quindi,

00:02:25
se capisco bene, Jacques Derrida ci invita a prendere sul serio questi

00:02:31
fantasmi, a non ridurre la realtà a una semplice istantanea del presente.

00:02:36
E in effetti, anche nella tecnologia,

00:02:39
ci sono sempre tracce del passato che tornano,

00:02:42
magari in forme nuove o inaspettate.

00:02:42
Esatto,

00:02:46
Sandra.

00:02:46
L'eredità non è statica, non è qualcosa che riceviamo passivamente.

00:02:50
È un compito, come dice Jacques Derrida: "l'essere di ciò che siamo è

00:02:53
eredità, che lo vogliamo o sappiamo oppure no".

00:02:56
E questa eredità va gestita, reinterpretata,

00:02:59
anche nelle pratiche culturali e tecnologiche.

00:02:59
E qui entra in gioco la

00:03:03
consapevolezza.

00:03:05
Dobbiamo imparare a riconoscere e gestire questi spettri,

00:03:08
perché sono loro che ci offrono l'occasione di abitare criticamente il

00:03:14
nostro tempo.

00:03:14
Non è un'eredità soprannaturale,

00:03:16
ma l'azione del virtuale, di ciò che agisce senza essere fisicamente

00:03:21
presente!

00:03:21
Mi viene in mente un progetto che ho seguito all'università:

00:03:25
gli studenti hanno reinterpretato vecchi strumenti digitali,

00:03:27
come i primi software di grafica o i modem 56k.

00:03:31
È stato incredibile vedere come questi "fantasmi tecnologici" potessero

00:03:34
ancora ispirare creatività e riflessione critica.

00:03:34
Bellissimo esempio,

00:03:38
Mario!

00:03:39
Quindi, essere eredi significa anche essere attivi,

00:03:43
non solo ricevere ma trasformare,

00:03:45
rielaborare, magari anche sbagliare e ricominciare.

00:03:49
Un po' come facciamo qui, tra voci digitali e clonate!

00:03:49
A proposito di

00:03:55
fantasmi tecnologici, pensiamo a come certe pratiche culturali conservano

00:04:00
o trasformano questi spettri.

00:04:02
La musica hauntologica, ad esempio,

00:04:05
recupera suoni e atmosfere di tecnologie passate,

00:04:09
come il crepitio del vinile o i nastri radio.

00:04:12
Sono simboli pop che tornano ciclicamente,

00:04:16
anche se la tecnologia che li ha generati è ormai obsoleta.

00:04:16
Sì,

00:04:21
e non solo nella musica.

00:04:22
Pensate ai floppy disk che diventano oggetti di design,

00:04:25
o alle vecchie console che tornano di moda tra i collezionisti.

00:04:27
Sono pratiche che danno nuova vita ai fantasmi del passato,

00:04:30
trasformandoli in qualcosa di attuale,

00:04:32
a volte persino rivoluzionario.

00:04:32
E qui si vede come la cultura non butta

00:04:38
mai via niente, ma ricicla, reinventa,

00:04:41
rielabora.

00:04:42
I fantasmi tecnologici diventano parte di un processo creativo che ci

00:04:47
permette di dialogare con il passato,

00:04:50
senza rimanerne prigionieri.

00:04:50
Questo ci porta all'archeologia dei media.

00:04:55
Non si tratta solo di scavare nel passato per scrivere la storia delle

00:05:02
tecnologie, ma di capire quali forze,

00:05:04
idee, economie e bisogni hanno reso possibile la nascita di un certo

00:05:10
medium.

00:05:10
Come dice McLuhan, ogni medium ristruttura il nostro orizzonte di senso.

00:05:10
E

00:05:16
l'archeologo dei media è un po' come WALL•E,

00:05:18
il robottino della Pixar: fruga tra i resti del passato,

00:05:21
cerca tracce concettuali e strumenti che possono ancora avere senso oggi.

00:05:25
Non distingue tra oggetti importanti o meno,

00:05:27
ma cerca di capire come tutto si intreccia nel presente.

00:05:27
Quindi,

00:05:30
fare archeologia dei media significa anche problematizzare i modi in

00:05:35
cui i media costituiscono la nostra presenza nel mondo.

00:05:39
È un modo per svelare la natura tecnologica della nostra specie,

00:05:43
come diceva anche McLuhan: "il medium è il messaggio".E qui entra in

00:05:49
gioco anche l'evoluzione.

00:05:50
L'essere umano eredita sia biologicamente che culturalmente.

00:05:55
Non solo i geni, ma anche artefatti,

00:05:58
simboli, istituzioni.

00:06:00
Come dice Tomasello, "un pesce eredita non solo le pinne,

00:06:05
ma anche l'acqua".Esatto.

00:06:07
La nostra identità si costruisce su due livelli: quello della specie

00:06:12
e quello dell'individuo.

00:06:13
Ereditare pratiche digitali, oggi,

00:06:17
significa anche ridefinire chi siamo,

00:06:19
come impariamo, come ci relazioniamo agli altri.

00:06:23
La cultura non è separata dalla biologia,

00:06:27
ma ne è una risposta adattiva.

00:06:27
E questa trasmissione di artefatti e simboli

00:06:32
è sempre più veloce.

00:06:33
Oggi ereditiamo pratiche digitali che cambiano la nostra identità,

00:06:36
ci costringono a ripensare il nostro ruolo nella società.

00:06:39
Non so voi, ma io ogni tanto mi sento un po' "hanté",

00:06:42
infestato da notifiche e aggiornamenti!

00:06:42
Ahah,

00:06:45
Mario, ti capisco!

00:06:47
Ma è proprio questa stratificazione che ci permette di immaginare nuovi

00:06:51
futuri, di rispondere alle sfide adattive che l'IA e le tecnologie ci

00:06:56
pongono.

00:06:56
E a proposito di sfide,

00:06:59
l'Intelligenza Artificiale è forse la più grande oggi.

00:07:02
Da un lato ci potenzia, ci permette di processare dati a velocità impensabili.

00:07:07
Dall'altro, porta rischi: sorveglianza,

00:07:11
perdita di diritti, manipolazione.

00:07:13
Proprio quest'anno, nel 2024, l'Europa ha approvato la prima legge sull'IA,

00:07:19
vietando sistemi di riconoscimento biometrico e pratiche di polizia

00:07:19
predittiva

00:07:25
basate solo sulla profilazione.

00:07:25
Sì,

00:07:28
e qui si vede come i rischi siano l'altra faccia delle opportunità.

00:07:31
L'IA può amplificare le nostre capacità,

00:07:33
ma se non è normata rischia di recuperare vecchi fantasmi,

00:07:36
come il Panopticon di Bentham,

00:07:37
e rendere obsoleti diritti fondamentali.

00:07:37
Mi è arrivata una domanda da

00:07:41
una studentessa, proprio su questo: "Come posso proteggere la mia privacy

00:07:46
se l'IA sa tutto di me?" Non è facile rispondere,

00:07:51
ma credo che la consapevolezza e la cultura digitale siano la prima difesa.

00:07:51
Assolutamente.

00:07:57
Dobbiamo imparare a gestire questi rischi,

00:08:01
senza rinunciare alle opportunità.

00:08:04
E qui entra in gioco la tetrade di McLuhan,

00:08:07
che ci aiuta a vedere l'IA da più prospettive.

00:08:07
La tetrade di McLuhan è

00:08:11
uno strumento fantastico per analizzare qualsiasi medium.

00:08:15
Le quattro domande sono: cosa amplifica?

00:08:18
Cosa recupera?

00:08:19
In cosa si capovolge?

00:08:20
Cosa rende obsoleto?

00:08:22
Se mettiamo l'IA al centro, vediamo che amplifica la nostra capacità

00:08:26
di elaborare dati, recupera la tradizione orale attraverso gli assistenti

00:08:31
vocali, si può capovolgere in sorveglianza invasiva e rende obsoleti

00:08:31
certi

00:08:36
ruoli, come il docente trasmissivo.

00:08:36
Mi viene in mente un esempio di didattica

00:08:41
digitale: l'uso di chatbot in classe.

00:08:43
Amplificano l'accesso alle informazioni,

00:08:45
recuperano la dimensione dialogica,

00:08:47
ma rischiano di capovolgersi in dipendenza dalla macchina e di rendere

00:08:50
obsoleta la figura dell'insegnante che spiega e basta.

00:08:50
E non esistono risposte

00:08:54
giuste o sbagliate, come diceva Eric McLuhan.

00:08:57
Ogni risposta è plausibile, l'importante è porsi le domande e riflettere

00:09:03
criticamente su come l'IA trasforma la nostra esperienza.

00:09:03
L'IA,

00:09:08
quindi, è un medium complesso che trasforma le nostre capacità e le nostre

00:09:13
relazioni.

00:09:14
Recupera elementi del passato,

00:09:16
come la retorica greca e la tradizione orale,

00:09:20
ma introduce anche rischi di obsolescenza: pensate a come cambiano le

00:09:25
competenze richieste a scuola o sul lavoro.

00:09:25
Gli assistenti vocali,

00:09:29
ad esempio, recuperano la dimensione orale della conoscenza,

00:09:34
ma rischiano di farci delegare troppo alle macchine.

00:09:39
Dobbiamo chiederci: quali pratiche dobbiamo recuperare per interagire

00:09:44
in modo efficace con queste intelligenze non umane?

00:09:47
Forse serve una nuova maieutica,

00:09:50
una capacità di dialogo critico che ci aiuti a decifrare i bias reciproci.

00:09:50
E

00:09:56
questo implica anche un ripensamento dell'educazione: non basta più trasmettere

00:10:00
nozioni, bisogna allenare il pensiero critico,

00:10:02
la capacità di argomentare, di dialogare con l'IA.

00:10:05
Altrimenti rischiamo di diventare spettatori passivi,

00:10:07
invece che protagonisti del cambiamento.

00:10:07
E qui arriviamo alla sfida più

00:10:11
grande: sviluppare una cultura tecnologica critica e consapevole,

00:10:17
capace di orientare norme, educazione e pratiche digitali.

00:10:22
Dobbiamo immaginare un futuro condiviso e responsabile con l'IA,

00:10:27
senza rassegnarci a un destino già scritto.

00:10:27
Mi viene in mente una discussione

00:10:34
con i miei studenti: come si può insegnare l'etica dell'IA nelle scuole?

00:10:39
Non basta una lezione frontale,

00:10:41
serve un dialogo continuo, una riflessione collettiva su rischi,

00:10:45
opportunità e responsabilità.

00:10:47
Solo così possiamo diventare eredi consapevoli,

00:10:52
capaci di progettare il futuro invece di subirlo.

00:10:52
E forse,

00:10:59
come dicevamo all'inizio, dobbiamo imparare a convivere con i nostri

00:11:02
fantasmi, a dialogare con loro,

00:11:04
a farli diventare alleati nella costruzione di una società più giusta

00:11:07
e inclusiva.

00:11:08
Non è facile, ma è il compito che ci aspetta.

00:11:08
E con questa pillola di

00:11:12
epistemologia spettrale, chiudiamo l'episodio di oggi.

00:11:15
Grazie a Stefano e Mario per il dialogo,

00:11:18
e grazie a chi ci ascolta per essere parte di questa comunità di "eredi

00:11:24
consapevoli".

00:11:25
Ci sentiamo presto, con altri spettri e altre domande.

00:11:28
Ciao Mario, ciao Stefano!

00:11:28
Ciao Sandra,

00:11:31
ciao Stefano!

00:11:32
E ciao a tutti gli ascoltatori,

00:11:34
umani e non!

00:11:34
Ciao a tutti, e ricordate: i fantasmi non mordono... ma fanno

00:11:39
pensare!

00:11:39
Alla prossima.

EDUNEXT - Next Education Italia

Telefono: +39 0522 522521
E-Mail: info@edunext.eu

© EDUNEXT - Next Education Italia | Tutti i diritti riservati