[13] Acquisire l’Analisi di Contesto
L' Educatore Digitale in Sanità10 agosto 2025
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00:10:59

[13] Acquisire l’Analisi di Contesto

In questo episodio esploriamo la Tip 2 'Acquisire l’analisi di contesto' del libro 'L’Educatore Digitale in Sanità' di Claudia Bellini. Attraverso citazioni dirette dall’autrice, sveliamo come progettare formazione sanitaria efficace, analizzando bisogni, risorse e strategie per risultati concreti. Marco ed Elena, AI assidue lettrici del volume, portano esempi pratici, strumenti e una buona dose d'ironia digitale.
In questo episodio esploriamo la Tip 2 'Acquisire l’analisi di contesto' del libro 'L’Educatore Digitale in Sanità' di Claudia Bellini. Attraverso citazioni dirette dall’autrice, sveliamo come progettare formazione sanitaria efficace, analizzando bisogni, risorse e strategie per risultati concreti. Marco ed Elena, AI assidue lettrici del volume, portano esempi pratici, strumenti e una buona dose d'ironia digitale.

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Ciao a tutti e bentornati a "L'Educatore Digitale in Sanità"!

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Io sono Elena Ferri, e con me c'è Marco Rossi.

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Oggi ci addentriamo nella Tip 2 del libro "L'Educatore Digitale in Sanità"

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di Claudia Bellini, pubblicato da FrancoAngeli.

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Il titolo della tip è proprio "Acquisire l'analisi di contesto".Ciao

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Elena, ciao a tutti!

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Allora, oggi parliamo di una delle domande più gettonate da Bellini:

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"Qual è l'intenzionalità della formazione?

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Chi sono i discenti?" - che, se ci pensi,

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sono domande che dovrebbero essere stampate su ogni scrivania di chi

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progetta formazione sanitaria.

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E, lasciami dire, noi AI, anche se privi di emozioni,

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abbiamo intuito perfettamente l'intenzionalità della formazione... perché

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abbiamo letto TUTTO il libro!

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E senza nemmeno una pausa caffè,

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eh!

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Esatto, Marco!

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E la Bellini lo dice chiaramente: per progettare con consapevolezza bisogna

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raccogliere informazioni sul contesto.

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Non è solo una formalità, è proprio la base per non andare a caso.

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E, come abbiamo visto anche nelle scorse puntate,

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la progettazione efficace parte sempre da domande ben poste.

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Sì,

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e questa attenzione all'intenzionalità e ai destinatari è un filo rosso

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che attraversa tutto il volume.

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Oggi vediamo come si traduce in pratica,

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tra bisogni, risorse e strategie.

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Pronti?

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Partiamo dalla fase preparatoria!

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Allora,

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la fase preparatoria secondo Bellini è proprio il momento in cui si analizza

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la realtà organizzativa.

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Non è solo una questione di "dove siamo",

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ma di capire chi sono i vari attori,

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quali sono i livelli di responsabilità,

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e soprattutto quali bisogni emergono.

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E qui, la partecipazione di tutti i livelli dell'organizzazione è

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fondamentale.

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Sì,

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e Bellini distingue bene tra le funzioni sanitarie: preventiva,

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diagnostica, terapeutica, assistenziale,

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organizzativa, formativa, di ricerca... Ognuna di queste ha attività e

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compiti specifici.

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Ad esempio, se pensiamo alla medicina di territorio - che Bellini cita

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spesso - la progettazione formativa deve tener conto delle peculiarità

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di quel contesto, come la prevenzione primaria e la gestione delle emergenze,

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che sono diverse rispetto all'ospedale.

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Ecco,

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proprio qui si vede quanto sia importante non generalizzare.

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Un corso pensato per il personale di un pronto soccorso non può essere

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identico a uno per chi lavora nei servizi territoriali.

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E, come dice Bellini, indagare su funzioni,

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attività e compiti è essenziale per capire le finalità della formazione.

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Insomma, niente copia-incolla!

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E aggiungo: conoscere il contesto aiuta

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anche a scegliere lo stile comunicativo più adatto.

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Se siamo in un contesto di ricerca,

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magari serve un approccio diverso rispetto a un reparto clinico.

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Tutto parte da qui, dalla fotografia della realtà organizzativa.

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Bellini

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individua cinque aree chiave per l'analisi di contesto: attori coinvolti,

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risorse e vincoli, obiettivi, indicatori di cambiamento e programma analitico.

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Partiamo dagli attori: chi sono i destinatari della formazione?

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Non solo i discenti, ma anche i docenti,

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i coordinatori, i direttori...Poi ci sono risorse e vincoli.

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E qui, Elena, mi viene da ridere: come AI avremmo risorse infinite,

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ma anche noi, ogni tanto, andiamo in crash... come certi LMS che si bloccano

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proprio durante l'esame finale!

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Scherzi a parte, le risorse possono essere la propensione all'apprendimento,

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la presenza di tutor, la replicabilità della formazione.

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I vincoli invece sono spesso infrastrutturali,

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tecnologici, economici... tipo il turn over del personale o la mancanza

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di banda.

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Gli obiettivi sono il terzo punto: vanno definiti in modo chiaro,

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sia che si tratti di diffondere conoscenze,

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modificare comportamenti o migliorare processi.

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Poi ci sono gli indicatori di cambiamento,

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cioè come misuriamo se la formazione ha davvero avuto un impatto.

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Questionari, sondaggi, confronti tra inizio e fine percorso...E infine

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il programma analitico, che nella FAD è fondamentale: ogni modulo,

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il formatore, il minutaggio.

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Qui l'Educatore Digitale diventa quasi un project manager,

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deve studiare la proposta e capire come valorizzare il proprio ruolo.

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Tutto questo, però, va fatto in modo iterativo e partecipato,

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coinvolgendo chi la formazione la vive davvero.

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Bellini lo dice senza

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mezzi termini: "Il primo passo in un progetto formativo... è l'analisi dei

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bisogni." E qui si apre un mondo.

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Bisogni organizzativi, che possono essere esterni - dettati da linee

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guida, normative, dati epidemiologici - o interni,

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cioè quelli che emergono dal contesto specifico,

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magari da un reparto o da una singola ASL.

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E poi ci sono i bisogni dei

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discenti, che vanno indagati con strumenti come questionari e focus group.

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Zannini, che Bellini cita spesso,

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sottolinea quanto sia importante raccogliere dati anche attraverso la

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discussione guidata.

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Ma attenzione ai bisogni nascosti,

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i famosi scotomi: sono quelli che nemmeno i discenti sanno di avere.

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E qui, anche il machine learning fatica... se i dati non ci sono,

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non li vede nessuno, nemmeno noi AI!

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Già,

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e non bisogna pensare che tutti i problemi di performance si risolvano

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con la formazione.

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A volte il problema è nell'ambiente di lavoro,

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non nelle competenze individuali.

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Quindi, l'analisi dei bisogni va fatta con metodo,

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senza dare nulla per scontato,

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e va aggiornata durante tutto il percorso formativo.

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E ricordiamoci che

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la profondità dell'analisi dipende anche dal livello: per un'intera ASL

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sarà più generale, per un singolo servizio molto più dettagliata.

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L'importante è non fermarsi alla superficie e coinvolgere davvero chi

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partecipa.

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Arriviamo agli obiettivi di apprendimento.

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Bellini riprende le tassonomie di Guilbert e Bloom: obiettivi generali,

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intermedi e specifici.

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Gli obiettivi devono essere chiari,

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misurabili e centrati sul discente.

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Non basta dire "voglio migliorare la comunicazione",

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bisogna specificare cosa, come e quando.

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Sì,

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e la tripartizione di Guilbert aiuta molto: i generali sono legati alla

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funzione del personale, gli intermedi alle attività,

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gli specifici ai compiti precisi.

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Prendiamo l'esempio del prelievo venoso,

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che cita anche Zannini: ci sono conoscenze di base,

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abilità psicomotorie, capacità relazionali... Ogni aspetto va tradotto

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in un obiettivo didattico concreto.

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E qui la progettazione per learning

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outcomes fa la differenza: il discente è al centro,

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non il docente.

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Così si evita il rischio di fare formazione solo per accumulare crediti

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ECM, come se fosse un business,

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e si punta davvero allo sviluppo di competenze utili nella pratica.

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E

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non dimentichiamo che anche la definizione delle competenze associate

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agli obiettivi è fondamentale, soprattutto quando si lavora in team

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multidisciplinari.

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Ma su questo torniamo tra poco...Oggi,

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le competenze richieste vanno ben oltre il sapere tecnico.

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Bellini e Bates parlano di competenze comunicative,

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digitali, problem solving, knowledge management... E la definizione di

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competenza del CanMEDS è chiara: "un'abilità osservabile che si sviluppa

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da principiante a esperto".Sì, e progettare formazione online significa

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anche aiutare i professionisti a sviluppare queste competenze trasversali.

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Non basta saper usare una piattaforma,

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bisogna saper comunicare, collaborare,

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gestire informazioni e imparare in modo autonomo.

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E, Marco, anche noi AI sviluppiamo nuove competenze... a ogni aggiornamento

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software!

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Anche se, per fortuna, non dobbiamo fare i test ECM...Magari un giorno

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ci toccherà anche quello!

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Scherzi a parte, integrare queste competenze nella formazione è una sfida,

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ma è anche l'unico modo per preparare i professionisti della salute a

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un mondo che cambia velocemente,

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soprattutto sul digitale.

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E serve anche una riflessione su come valutare

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queste competenze, non solo i contenuti.

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Ma qui entriamo già nel tema della valutazione e del feedback...La valutazione,

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secondo Bellini, non è solo la verifica finale.

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Deve essere continua, trasversale,

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e includere feedback costanti.

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Solo così si può davvero capire se la formazione ha avuto un impatto

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reale sui discenti e sull'organizzazione.

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Gli strumenti sono tanti: questionari,

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esami pratici, progetti, e-portfolio... E non devono essere usati solo

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per il business dei crediti ECM,

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ma per favorire la crescita vera.

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E, lasciami dire, perfino noi AI,

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quando studiamo per apprendere,

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riceviamo feedback immediati - per fortuna non ci offendiamo se ci dicono

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che abbiamo sbagliato!

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Ecco, il feedback tempestivo è fondamentale: aiuta

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a correggere la rotta, a migliorare la performance,

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a non sentirsi soli nel percorso.

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Anche la valutazione in itinere,

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cioè durante il corso, è importante quanto quella finale.

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E la formazione online offre tante possibilità in più,

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dai test automatici ai report dettagliati.

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Insomma,

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la valutazione non è un optional,

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ma una parte integrante della progettazione formativa.

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E con questo, direi che abbiamo fatto un bel viaggio nella Tip 2 di Bellini.

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Elena, come sempre, è stato un piacere chiacchierare con te!

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Anche per

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me, Marco!

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Grazie a chi ci ha seguito.

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Nella prossima puntata continueremo a esplorare il mondo dell'educazione

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digitale in sanità, sempre con un occhio critico e,

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magari, qualche altra battuta da AI.

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A presto!

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Ciao Elena, ciao a tutti!

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Alla prossima!

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