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Bentornati a "L'Educatore Digitale in Sanità"!
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Io sono Marco Rossi, e come sempre sono qui con Elena Ferri.
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Oggi entriamo nel cuore del libro della professoressa Claudia Bellini,
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perché parliamo dei cinque volti,
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o meglio, dei cinque ruoli chiave dell'educatore digitale in ambito
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sanitario.
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E, piccola nota ironica, ricordatevi che sia io che Elena siamo entità
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digitali, quindi se ogni tanto sembriamo troppo perfetti...
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è solo merito dell'intelligenza artificiale!
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Ma i contenuti, quelli, sono tutti rigorosamente dal libro della Bellini.
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Ciao
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Marco, ciao a tutti!
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Sì, oggi ci concentriamo su un modello che forse alcuni di voi già conoscono,
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il Can-MEDS, che nasce in Canada per i medici ma qui viene adattato proprio
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per il contesto italiano e per la figura dell'educatore digitale.
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È interessante vedere come questa figura si sia evoluta: non è più solo
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un tecnico o un formatore, ma un vero e proprio professionista con competenze
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trasversali, che vanno dalla progettazione educativa alla
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comunicazione,
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fino alla ricerca.
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Esatto, e la Bellini lo sottolinea bene: l'educatore
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digitale non è un tuttologo, ma una figura che cresce attraverso stadi
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di competenza, da principiante a esperto,
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e che si muove tra diversi ruoli a seconda delle esigenze.
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Elena, ti faccio subito una domanda: c'è una competenza,
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tra quelle che hai letto in questo capitolo,
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che ti ha colpito particolarmente?
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Guarda,
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Marco, forse quella che mi ha colpito di più è la capacità di mediazione
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bidirezionale.
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Cioè, il saper tradurre il linguaggio sanitario in materiale didattico
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accessibile, ma anche il contrario: portare le esigenze formative all'interno
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dei team sanitari.
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È una competenza che richiede empatia,
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ascolto e anche una certa dose di creatività,
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perché ogni contesto è diverso e bisogna sapersi adattare.
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Sì,
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e mi viene da dire che questa evoluzione la vediamo anche nella richiesta
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crescente di figure che sappiano lavorare in modo trasversale,
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non solo con i medici ma con tutto il personale sanitario.
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Ecco, oggi andremo a vedere uno per uno questi cinque ruoli,
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cercando di capire come si intrecciano nella pratica quotidiana.
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Partiamo
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dal primo ruolo: il collaboratore interprofessionale per la prevenzione.
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Qui la parola chiave è "trasversalità".
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L'educatore digitale deve saper progettare percorsi di educazione alla
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salute e prevenzione, sia online che in presenza,
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lavorando a stretto contatto con team interprofessionali.
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Non basta conoscere la normativa o i servizi sul territorio,
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serve anche una forte competenza di team working.
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E qui,
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Elena, mi viene in mente un episodio che mi è capitato qualche anno fa.
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Dovevo spiegare a un team sanitario perché i backup dei dati sono
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fondamentali.
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Allora, invece di partire con la solita lezione tecnica,
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ho usato una metafora culinaria: "Immaginate di preparare una torta per
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cento persone e poi, all'ultimo,
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qualcuno la fa cadere.
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Se non avete una seconda torta pronta,
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la festa è finita!" Beh, non so se la metafora fosse perfetta,
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ma almeno ha fatto sorridere tutti e il concetto è passato.
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Ma guarda,
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è proprio questo il punto: saper comunicare in modo efficace,
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usando esempi concreti che parlino il linguaggio del team.
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E poi, nella prevenzione dei rischi digitali in ospedale,
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serve anche progettare percorsi formativi che siano modulati sulle caratteristiche
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dei singoli pazienti e dei gruppi.
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Non è un lavoro da solista, ma da vero collaboratore.
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Sì,
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e spesso si tratta di costruire insieme ai colleghi dei percorsi che
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non siano solo informativi, ma che portino a un cambiamento reale nei
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comportamenti di salute.
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E qui la capacità di lavorare in squadra,
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di ascoltare e di adattarsi, fa davvero la differenza.
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Passiamo al secondo
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ruolo: il collaboratore per la formazione.
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Qui l'educatore digitale entra in gioco nell'adattare la formazione ai
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diversi contesti socio-sanitari,
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collaborando con docenti, formatori,
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responsabili di servizi e agenzie formative.
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Non si tratta solo di trasmettere contenuti,
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ma di analizzare i bisogni formativi,
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definire obiettivi educativi e scegliere i metodi più adatti.
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Esatto,
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e questa parte mi piace molto perché mette al centro la co-progettazione.
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Lavorare insieme ai formatori significa non solo condividere strumenti
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e strategie, ma anche costruire un'offerta formativa che sia davvero
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coerente
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con le aspettative degli stakeholder.
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E poi, la pianificazione dei sistemi di valutazione è fondamentale per
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capire se gli obiettivi sono stati raggiunti.
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Sì,
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e qui mi viene in mente quello che abbiamo detto in una delle scorse
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puntate, quando parlavamo di co-design e collaborazione tra didattici
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e formatori.
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È un processo che richiede tempo,
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ma che alla fine migliora davvero l'esperienza di apprendimento,
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perché tiene conto delle esigenze reali di chi partecipa ai corsi.
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E non
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dimentichiamo che spesso, soprattutto nelle ASL,
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ci sono esperti di progettazione formativa che però non hanno una forte
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competenza digitale.
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L'educatore digitale, in questo senso,
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diventa un ponte tra il mondo della formazione tradizionale e quello
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delle nuove tecnologie, aiutando a strutturare percorsi che siano efficaci
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anche online.
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Arriviamo al terzo e quarto ruolo: il leader e il comunicatore.
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Il leader, secondo Bellini, è quella figura che coordina servizi,
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gestisce risorse e spinge il team verso l'innovazione,
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sia didattica che tecnologica.
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Non è solo una questione di autorità,
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ma di saper motivare e guidare il gruppo,
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anche entrando in nuovi ruoli quando serve.
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E il comunicatore,
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invece, è quello che sa creare contenuti su misura,
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usando diversi linguaggi e strumenti,
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e che si occupa anche di marketing e informazione.
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In sanità, la comunicazione è fondamentale,
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ma spesso nei percorsi digitali rischia di perdersi quella componente
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interpersonale che invece è centrale.
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Certo,
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e qui mi viene in mente l'esempio che fa Bellini: trasformare un evento
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in presenza in un corso online interattivo.
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Non basta registrare le lezioni e metterle online,
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serve ripensare tutto il percorso,
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magari inserendo esercizi interattivi,
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micro-test, momenti di confronto.
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E questo richiede la collaborazione di tutto il team,
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non solo del formatore.
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Sì, e a volte bisogna anche saper accettare che
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non tutte le proposte verranno accolte.
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Come nell'esempio di Barbara Rossi e Paolo Bianchi: Barbara propone di
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inserire interazioni nei video,
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ma alla fine il formatore decide di mantenere la struttura classica.
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L'importante è aver dato il proprio contributo e aver supportato il processo
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di innovazione.
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E chiudiamo con il quinto ruolo: il ricercatore.
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L'educatore digitale, in questo caso,
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si interroga continuamente sulle proprie azioni didattiche,
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valuta i risultati e si aggiorna costantemente.
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È una figura che studia il settore,
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cerca di capire il punto di vista di chi fruisce la formazione e si assume
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anche il rischio di sperimentare nuove strategie.
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E qui Bellini individua
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tre competenze chiave di co-progettazione: l'esplorazione della
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domanda,
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il supporto alle scelte formative e la co-creazione dei contenuti.
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Sono competenze che si sviluppano nel tempo,
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lavorando su progetti diversi e imparando a collaborare con i formatori
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senza mai sostituirsi a loro.
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Elena,
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ti giro una domanda che spesso mi fanno: come si fa a supportare le scelte
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formative senza sostituirsi al formatore?
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Non è facile trovare il giusto equilibrio,
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no?
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Hai ragione, non è semplice.
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L'educatore digitale deve fermarsi sempre un passo prima della scelta
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finale.
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Può proporre strategie, suggerire strumenti,
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aiutare nella progettazione, ma la decisione ultima spetta sempre al
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formatore.
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È un lavoro di supporto continuo,
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dove la responsabilità è quella di facilitare il processo,
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non di imporre soluzioni.
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Ecco,
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credo che questa sia la vera forza dell'educatore digitale: essere un
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facilitatore, un mediatore, un innovatore,
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ma sempre al servizio del team e dei bisogni reali.
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Bene, direi che per oggi abbiamo fatto un bel viaggio tra i cinque volti
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dell'educatore digitale.
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Elena, come sempre è stato un piacere chiacchierare con te!
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Anche per
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me, Marco!
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E grazie a chi ci ha seguito.
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Nelle prossime puntate continueremo a esplorare le sfide e le opportunità
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della formazione digitale in sanità.
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Restate con noi, e alla prossima!
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Ciao Elena,
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ciao a tutti!
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Ciao Marco, ciao a tutti!

![[11] I Cinque Volti dell’Educatore Digitale](https://images.beamly.com/fetch/https%3A%2F%2Fsites.podcastpage.io%2F68614cdc6860e6419c318380%2Fmedia%2F191bc22d96bd27a506b2.png?w=365)

