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Ciao a tutti e bentornati a "L'Educatore Digitale in Sanità".
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In questo episodio continueremo la lettura del libro "L' Educatiore Digitale
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in Sanità"
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scritto dalla professoressa Claudia Bellini e ci focalizzeremo sul sistema
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dell' ECM, ossia dell'Educazione Continua in Medicina.
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Io sono Elena Ferri,
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e come sempre sono qui con Marco Rossi.
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Marco, ti ricordi quando hai sentito parlare per la prima volta di ECM?
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Ciao
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Elena, ciao a tutti!
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Sì, guarda, per me è stato quasi un passaggio obbligato quando ho iniziato
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a lavorare in ospedale.
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Ma, se devo essere sincero, all'inizio non avevo ben chiaro il perché
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di tutta questa struttura.
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Mi sembrava solo un altro sistema di crediti da accumulare.
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Poi, leggendo la Bellini, ho capito che dietro c'era una vera rivoluzione
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culturale.
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Tu invece?
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Io me lo ricordo benissimo,
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era durante una lezione universitaria.
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Il professore ci parlava di questa novità,
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l'ECM, e tra noi studenti c'era una curiosità pazzesca.
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Sembrava quasi una cosa futuristica,
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l'idea che la formazione non finisse mai,
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che dovessimo aggiornarci per tutta la vita.
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E in effetti, come dice la professoressa Bellini,
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l'ECM nasce proprio per rispondere a un bisogno: garantire che i professionisti
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sanitari siano sempre aggiornati,
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per la sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure.
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Sì,
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e se ci pensi, è un po' quello di cui abbiamo parlato anche nella scorsa
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puntata, no?
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L'importanza della formazione continua,
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soprattutto con tutte le innovazioni digitali che stanno cambiando il
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nostro lavoro.
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Però, Elena, secondo te quali sono stati i veri ostacoli all'inizio?
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Perché non è che sia stato tutto rose e fiori,
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eh.
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No, assolutamente.
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Gli ostacoli principali, secondo me,
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sono stati due: da una parte la resistenza al cambiamento,
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che è sempre forte in ambito sanitario,
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e dall'altra la difficoltà di strutturare un sistema che fosse davvero
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efficace e non solo burocratico.
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Cioè, non bastava dire "dovete aggiornarvi",
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bisognava anche creare strumenti concreti,
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come appunto il Dossier Formativo di cui parleremo tra poco.
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E poi c'era
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anche la questione della motivazione,
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no?
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Perché se la formazione viene percepita solo come un obbligo,
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rischia di diventare una formalità.
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Invece l'idea era proprio quella di mettere il professionista al centro,
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di dargli strumenti per crescere davvero.
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E qui entra in gioco il Dossier Formativo,
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che secondo me è una delle innovazioni più interessanti.
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Allora,
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il Dossier Formativo nasce con l'Accordo Stato-Regioni del 2017,
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che ha dato una bella spinta alla programmazione della formazione continua.
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In pratica, è uno strumento che permette al professionista sanitario
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di pianificare e verificare il proprio percorso formativo,
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sia come singolo che come parte di un gruppo.
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E questa cosa, secondo me, cambia proprio la prospettiva.
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Sì,
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perché non si tratta solo di accumulare crediti,
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ma di costruire un percorso coerente con il proprio profilo professionale.
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E la cosa interessante è che esistono due tipi di dossier: quello individuale,
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che ognuno può personalizzare in base ai propri bisogni,
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e quello di gruppo, che invece risponde alle esigenze di un team o di
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un reparto.
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Così si tiene conto sia delle necessità personali che di quelle collettive.
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Esatto!
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E ti dirò, nella mia azienda ospedaliera abbiamo proprio sperimentato
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la personalizzazione del dossier.
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Ad esempio, nel nostro reparto di medicina interna,
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abbiamo creato un dossier di gruppo che rispondeva alle priorità individuate
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dall'azienda, ma ognuno di noi ha anche integrato il proprio dossier individuale
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con corsi specifici, tipo sulla gestione dei dati clinici digitali.
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Così si riesce a bilanciare le esigenze del gruppo con quelle del singolo.
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Questa
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è una cosa che mi piace molto, perché permette di valorizzare sia l'autonomia
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sia la collaborazione.
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E poi, come dice la Bellini, il dossier non è solo un elenco di corsi,
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ma uno strumento di gestione vera e propria: serve a programmare le attività
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triennali e a valutare se quello che si è pianificato è stato davvero
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realizzato.
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E qui entrano in gioco anche gli Uffici Formazione delle aziende sanitarie,
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che supportano la compilazione e la gestione dei dossier,
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soprattutto quelli di gruppo.
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Sì,
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e non dimentichiamo che il dossier è collegato anche al piano formativo
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aziendale e al modello di relazione sulla formazione continua.
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Insomma, è un sistema integrato che coinvolge diversi attori: il singolo
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professionista, il gruppo, gli uffici formazione,
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e anche i provider che organizzano i corsi.
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E tutto questo, secondo me, rende la formazione molto più dinamica e
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adattabile.
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Ecco, proprio questa flessibilità è la chiave.
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Perché ogni professionista ha esigenze diverse,
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e il dossier permette di rispondere a queste differenze.
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E poi, con la digitalizzazione,
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la gestione dei dossier è diventata molto più semplice: basta accedere
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al portale Co.
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Ge.
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A.P.
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S.
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e si può monitorare tutto in tempo reale.
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Un bel passo avanti rispetto a quando si faceva tutto su carta!
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Parlando
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di obiettivi formativi, dopo l'Accordo del 2017 c'è stata una vera
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riorganizzazione.
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Gli obiettivi sono stati suddivisi in tre macro aree: tecnico-professionali,
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di processo e di sistema.
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E questa classificazione, secondo me,
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aiuta a dare un senso più chiaro alla programmazione della formazione.
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Sì,
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e se ci pensi, ogni area risponde a un'esigenza diversa.
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Quelli tecnico-professionali sono più specifici per la singola professione,
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quelli di processo riguardano il lavoro in team e il miglioramento dei
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processi, mentre quelli di sistema sono trasversali,
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tipo la sicurezza, l'etica, la gestione dei dati.
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E qui la digitalizzazione ha avuto un impatto enorme,
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perché molti obiettivi oggi includono competenze digitali che prima non
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erano nemmeno considerate.
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Esatto,
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e la Bellini lo sottolinea bene: gli obiettivi non sono statici,
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ma si evolvono nel tempo, proprio per rispondere ai cambiamenti del sistema
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sanitario.
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Ad esempio, oggi tra gli obiettivi troviamo la sanità digitale,
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l'informatica avanzata, la privacy.
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E la selezione degli obiettivi,
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quando si programma un evento ECM,
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avviene tramite un'interfaccia online dove il responsabile scientifico
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deve scegliere quelli più adiacenti all'intenzionalità formativa.
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Non è sempre facile, eh, perché la realtà è complessa,
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ma è fondamentale per garantire una formazione davvero efficace.
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E qui
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mi viene da pensare a quanto abbiamo discusso nella prima puntata,
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sul ruolo dell'educatore digitale.
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Oggi chi progetta la formazione deve conoscere bene questi obiettivi,
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ma anche saperli declinare in chiave digitale.
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Perché ormai la formazione passa sempre di più attraverso piattaforme
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online, webinar, corsi FAD.
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E questo, secondo me, apre scenari nuovi anche per il futuro della formazione
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continua.
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Sì, e ti racconto un'esperienza recente: ho seguito un corso
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ECM online che ha permesso a tanti colleghi,
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anche di piccole realtà, di accedere facilmente all'aggiornamento.
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Prima sarebbe stato impensabile,
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soprattutto per chi lavora in zone periferiche.
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La digitalizzazione ha abbattuto molte barriere,
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anche se ovviamente ci sono ancora sfide da affrontare,
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come la qualità dei contenuti e l'interazione tra partecipanti.
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Sono d'accordo,
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e penso che il futuro sarà sempre più orientato a una formazione personalizzata,
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flessibile e digitale.
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Ma, come dicevamo, serve anche una regia attenta,
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che sappia integrare le esigenze dei professionisti con quelle del sistema.
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E qui il ruolo dell'educatore digitale diventa centrale.
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Assolutamente.
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E direi che su questo possiamo chiudere la puntata di oggi.
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Abbiamo visto come l'ECM sia nato,
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come si sia evoluto con strumenti come il Dossier Formativo,
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e come la digitalizzazione stia cambiando tutto il panorama della formazione
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continua.
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Marco, grazie come sempre per le tue riflessioni!
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Grazie a te Elena,
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e grazie a chi ci ha ascoltato.
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Nelle prossime puntate continueremo a esplorare questi temi affrontati
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nel libro "L' Educatore Digitale in Sanità" di Claudia Bellini,
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magari entrando ancora di più nel concreto delle pratiche digitali.
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Un saluto a tutti!
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Ciao Marco, ciao a tutti e alla prossima!

![[03] Dossier Formativo e ECM: Origini, Strumenti e Innovazione](https://images.beamly.com/fetch/https%3A%2F%2Fauth.jellypod.ai%2Fstorage%2Fv1%2Fobject%2Fpublic%2FCoverImages%2Forg_01K7DBDW6Z6WY8F3DV1EPJM2Z4%2Fusers%2Fuser_01K7DBDW1MF050KSA7ZE8CDR69%2FGogMg_2JEdaEPqp-2XnaL.jpg?w=365)

