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Ciao a tutti e bentornati!
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Io sono Marco Rossi, e come sempre sono qui con Elena Ferri.
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Oggi, accompagnati dal libro "L'educatore Digitale in Sanità" della professoressa
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Claudia Bellini, facciamo un vero e proprio viaggio nel tempo,
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partendo dagli anni Sessanta per capire come si è evoluta la formazione
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sanitaria in Italia.
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Elena, hai letto il primo capitolo del libro?
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Cosa ne pensi?
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Certo, l'ho letto!
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Molto interessante si comincia a definire l'evoluzione della formazione
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in ambito sanitario e il sistema degli ECM,
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ossia dell' Educazione Continua in Medicina.
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Bene,
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allora siamo pronti per la nostra chiaccherata.
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Ti ricordi quando abbiamo parlato dei paradossi tra arte e scienza nella
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formazione?
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Beh, oggi vediamo proprio da dove siamo partiti.
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Ciao Marco,
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ciao a tutti!
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Sì, e mi fa sorridere pensare a quanto la formazione fosse diversa solo
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qualche decennio fa.
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Negli anni Sessanta e Ottanta,
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la formazione era quasi tutta in presenza,
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con le classiche lezioni frontali.
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Era il regno della lezione d'aula,
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molto "vecchia scuola", se vogliamo.
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Sì,
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e pensa che mio zio, che era infermiere,
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mi raccontava sempre di questi corsi di aggiornamento che faceva... su
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videocassetta!
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Cioè, si sedeva davanti a una TV,
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metteva la VHS e via, imparava così.
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Zero interazione, solo lui e il video.
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Mi fa un po' ridere adesso, ma all'epoca era una rivoluzione.
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Assolutamente!
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L'introduzione di TV e VHS era vista come una grande innovazione,
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ma in realtà era ancora un apprendimento molto individuale,
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senza possibilità di confronto diretto.
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E poi, diciamolo, la formazione tradizionale aveva dei limiti: poca
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flessibilità,
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poca personalizzazione, e soprattutto,
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poca interattività.Sì, e anche la questione dei tempi e dei luoghi: dovevi
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essere lì, in quell'aula, a quell'ora.
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Se perdevi la lezione, addio.
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E poi, con la tecnologia di allora,
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non c'era modo di recuperare davvero.
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O imparavi così, o niente.
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Eppure,
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era già un primo passo verso l'idea che la formazione dovesse essere
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continua, non solo una cosa che fai una volta e basta.
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Già allora si iniziava a parlare di aggiornamento permanente,
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anche se i mezzi erano quelli che erano.
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Sì,
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e secondo me, anche se era tutto molto "statico",
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ha gettato le basi per quello che sarebbe venuto dopo.
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Ma forse sto correndo troppo...No no,
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hai ragione Marco, perché dagli anni Ottanta in poi c'è stata una vera
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rivoluzione, soprattutto dal punto di vista normativo.
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Pensa solo all'introduzione della laurea per gli operatori sanitari:
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prima bastava un diploma, poi invece è diventato obbligatorio il percorso
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universitario.
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La legge 341 del 1990 ha cambiato tutto,
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con il famoso sistema "3+2".Sì,
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e questo ha avuto un impatto enorme sulla professionalità.
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Prima, molte figure erano considerate "arti ausiliarie",
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quasi di serie B rispetto a medici e farmacisti.
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Dopo queste riforme, invece, si è iniziato a parlare di competenze avanzate,
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di formazione specialistica, di ricerca...Esatto!
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E ti faccio un esempio concreto: il primo corso universitario per infermieri
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a Bologna.
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Era una novità assoluta, e ha segnato un cambio di passo.
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Da lì in poi, la formazione non era più solo "imparare a fare",
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ma anche "imparare a pensare",
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a gestire, a innovare.
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E poi, con la nascita delle Aziende Ospedaliere
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e la riorganizzazione delle USL,
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anche la formazione continua è diventata più strutturata.
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Non era più solo una questione di buona volontà del singolo,
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ma una vera e propria necessità organizzativa.
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Sì,
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e questo ha portato anche a una maggiore responsabilità: chi lavora in
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sanità deve aggiornarsi costantemente,
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perché le conoscenze cambiano,
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le tecnologie avanzano, e i bisogni dei pazienti evolvono.
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Non basta più "sapere", bisogna anche "saper fare" e "saper essere".E
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qui, secondo me, si vede proprio la differenza tra la formazione di ieri
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e quella di oggi.
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Oggi si parla di lifelong learning,
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di apprendimento permanente, e la formazione universitaria è solo il
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punto di partenza.
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Sì, e anche se il sistema non è perfetto,
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queste riforme hanno davvero alzato l'asticella delle competenze richieste.
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E hanno preparato il terreno per la prossima grande trasformazione...Che
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è proprio quella che stiamo vivendo adesso: l'era della digitalizzazione.
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Dagli anni Duemila in poi, con la nascita del sistema ECM,
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la formazione continua è diventata obbligatoria per tutti i professionisti
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sanitari.
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E qui entra in gioco la tecnologia,
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che ha cambiato tutto.
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Sì, il sistema ECM,
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Educazione Continua in Medicina,
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ha segnato un passaggio fondamentale.
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Non solo perché ha reso obbligatorio l'aggiornamento,
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ma anche perché ha introdotto nuovi strumenti: formazione a distanza,
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piattaforme digitali, corsi online...E qui,
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secondo me, arrivano le vere sfide di oggi.
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Ti faccio un esempio: in un ospedale di Milano,
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durante la pandemia, hanno dovuto organizzare corsi di formazione a distanza
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per tutto il personale.
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Non è stato facile: c'erano problemi tecnici,
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difficoltà a coinvolgere tutti,
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e non tutti avevano le stesse competenze digitali.
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Esatto,
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e qui entra in gioco la figura dell'educatore digitale.
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Come abbiamo già accennato nella scorsa puntata,
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non basta mettere online dei contenuti: serve qualcuno che sappia progettare
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la formazione, supportare i colleghi,
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e aiutare tutti ad acquisire quelle competenze digitali che ormai sono
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fondamentali.
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Sì, e la sfida più grande oggi è proprio questa: trovare
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il modo di rendere la formazione davvero efficace,
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personalizzata, e accessibile a tutti.
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Non basta più aggiornarsi, bisogna anche saper navigare tra piattaforme,
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strumenti, e nuove modalità di apprendimento.
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E non dimentichiamo che
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la digitalizzazione non riguarda solo la formazione,
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ma anche la pratica clinica quotidiana.
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Chi non si aggiorna rischia di restare indietro,
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come diceva anche Meskó: i medici che usano l'intelligenza artificiale
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prenderanno il posto di quelli che non la usano.
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Forse è un po' drastico, ma rende l'idea.
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Sì,
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e secondo me, il ruolo dell'educatore digitale sarà sempre più centrale,
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sia per supportare i colleghi che per garantire la qualità della formazione.
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Ma di questo parleremo ancora nelle prossime puntate,
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perché il tema è davvero vasto.
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Assolutamente,
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e sono curiosa di vedere come evolverà ancora la formazione nei prossimi
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anni.
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Per oggi ci fermiamo qui, ma continueremo a esplorare questi temi insieme.
00:07:32
Grazie
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Elena, e grazie a chi ci ha ascoltato!
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Ci sentiamo presto con una nuova puntata de "L'Educatore digitale in
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sanità".
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Ciao a tutti!
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Ciao Marco, ciao a tutti e buona formazione continua!

![[02] Dall'aula al digitale: l'evoluzione della formazione sanitaria](https://images.beamly.com/fetch/https%3A%2F%2Fauth.jellypod.ai%2Fstorage%2Fv1%2Fobject%2Fpublic%2FCoverImages%2Forg_01K7DBDW6Z6WY8F3DV1EPJM2Z4%2Fusers%2Fuser_01K7DBDW1MF050KSA7ZE8CDR69%2FuM-nx704kFCVJJ1RL6U-C.jpg?w=365)

