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Eccoci qui, Valentino, siamo arrivati all'episodio conclusivo di questo
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viaggio nelle New Literacies guidati dagli autori del libro,
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Pier Cesare Rivoltella e Chiara Panciroli.
00:00:20
E,
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come sempre, lo facciamo con un pizzico di ironia: ricordiamo che sia
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io che te, Valentino, siamo voci artificiali,
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create dall'Intelligenza Artificiale.
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Ma, attenzione, tutto quello che diciamo viene rigorosamente dai capitoli
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del libro, eh!
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Niente improvvisazioni da chatbot impazziti.
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Esatto,
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Sandra!
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Siamo entità artificiali serie e rigorose...
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anche se qualche volta ci facciamo prendere la mano dall'ironia.
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A parte
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gli scherzi, prima di tuffarci nelle conclusioni,
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facciamo un rapidissimo excursus: abbiamo parlato di Media Literacy,
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Digital Literacy, superdiversità,
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robotica, coding, lesson plan dinamici,
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audiovisivo, documentazione pedagogica...
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insomma, un bel tour de force!
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Ma oggi, tiriamo le fila.
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Sandra, vuoi partire tu con la definizione di New Literacies?
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Volentieri!
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Le New Literacies sono quell'insieme di competenze che vanno ben oltre
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il leggere e scrivere tradizionale.
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Oggi parliamo di saper navigare tra linguaggi diversi,
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tecnologie emergenti e una società sempre più complessa.
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È un'evoluzione che trasforma anche il concetto di cittadinanza: non
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basta più saper leggere un testo,
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bisogna saper interpretare, valutare,
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creare e condividere informazioni in modo critico e responsabile.
00:01:43
E questa
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trasformazione, Sandra, la vediamo ogni giorno nelle scuole e nelle università.
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Mi viene in mente come, ormai,
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la domanda non è più "sai scrivere bene?" ma "sai comunicare in modo
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efficace su più piattaforme?".Sai che mi hai fatto venire in mente una
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cosa?
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Una volta, durante una lezione sulle tecnologie emergenti,
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ho portato in classe una vecchia macchina da scrivere.
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I ragazzi erano affascinati, sembrava un oggetto alieno!
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Da lì è partita una discussione su come ogni tecnologia,
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anche la più "antica", abbia avuto il suo ruolo nell'evoluzione delle
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competenze.
00:02:28
E oggi, con le New Literacies,
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siamo chiamati a integrare tutto questo,
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dal passato al futuro.
00:02:34
Bellissimo esempio,
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Sandra.
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E direi che ci introduce perfettamente al prossimo punto: come si integrano
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alfabetizzazione tradizionale e digitale?
00:02:42
Allora,
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qui la questione è: cosa resta della vecchia literacy e cosa cambia davvero?
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In una discussione universitaria,
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ricordo che uno studente mi chiese: "Ma prof,
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scrivere un tema su carta o su Google Docs è la stessa cosa?".
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E lì si è aperto un dibattito infinito!
00:03:00
Eh,
00:03:03
la differenza c'è, eccome!
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La scrittura digitale non è solo una trasposizione della carta sullo
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schermo.
00:03:10
Cambiano le modalità di revisione,
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la collaborazione, la possibilità di integrare immagini,
00:03:17
link, video...
00:03:19
E cambia anche il modo in cui pensiamo e costruiamo il testo.
00:03:19
Sì,
00:03:24
e il ruolo dell'educatore si trasforma.
00:03:26
Non è più solo "correttore di bozze",
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ma facilitatore, guida, a volte anche "regista" di processi collaborativi.
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Deve aiutare gli studenti a selezionare,
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valutare, condividere informazioni in modo responsabile.
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E, come abbiamo visto in tanti episodi,
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questa consapevolezza va maturata a tutti i livelli: dalla progettazione
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del curricolo alla valutazione,
00:03:49
fino alla documentazione delle esperienze.
00:03:49
E qui,
00:03:53
secondo me, c'è una sfida enorme: come si valuta la scrittura digitale?
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Non basta più guardare l'ortografia,
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bisogna considerare la capacità di integrare fonti,
00:04:05
di usare i media, di costruire un discorso multimodale.
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Insomma, l'educatore oggi deve essere un po' "tuttologo digitale".E non
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è facile, Sandra.
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Ma è proprio questa la direzione: integrare,
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non sostituire.
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Le competenze tradizionali restano fondamentali,
00:04:24
ma si arricchiscono di nuove dimensioni.
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E qui entra in gioco la multimodalità.La multimodalità,
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ormai, è la regola.
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Non si impara più solo con il libro e la penna,
00:04:34
ma con linguaggi verbali, visivi,
00:04:37
corporei, digitali...
00:04:39
Pensa a un laboratorio dove il coding incontra il teatro: i ragazzi programmano
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piccoli robot che recitano una scena.
00:04:46
È successo davvero, eh!
00:04:49
E lì vedi come la tecnologia diventa un ponte tra creatività,
00:04:53
logica e comunicazione.
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Sì, e queste pratiche sono potentissime per l'inclusione.
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Perché ogni studente può trovare il suo canale espressivo: chi ama disegnare,
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chi preferisce parlare, chi si esprime meglio con il corpo o con la musica.
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L'importante è progettare attività che valorizzino questa diversità,
00:05:13
come abbiamo visto anche nell'episodio sulla superdiversità.E qui mi
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viene da dire: la vera inclusione non è solo "aggiungere" strumenti digitali,
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ma pensare a strategie che permettano a tutti di partecipare.
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Ad esempio, usare oggetti transmediali,
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come i cartoni animati o i videogiochi,
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per coinvolgere anche chi ha difficoltà con la lingua o con la scrittura
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tradizionale.
00:05:38
Esatto.
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E serve anche una certa dose di flessibilità da parte degli insegnanti.
00:05:44
Non c'è una ricetta unica: bisogna osservare,
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ascoltare, adattare.
00:05:50
E, come dicevamo in un episodio precedente,
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usare la riflessione come strumento per riconoscere e valorizzare le
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risorse di ciascuno.
00:05:57
Ecco, la multimodalità non è solo una moda,
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ma una necessità per rendere l'apprendimento davvero accessibile e
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significativo.
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Ma, attenzione, serve anche pensiero critico.
00:06:11
Perché non tutto quello che è digitale è automaticamente buono o inclusivo.
00:06:11
Qui
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tocchiamo un punto delicatissimo: il pensiero critico e l'etica digitale.
00:06:22
In un mondo dove le informazioni viaggiano alla velocità della luce,
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saper riconoscere bias, fake news e manipolazioni è fondamentale.
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E non è solo una questione tecnica,
00:06:35
ma anche etica.
00:06:35
Sai, una volta uno studente mi ha stupito: durante una
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discussione su una notizia virale,
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ha fatto un semplice controllo delle fonti e ha smascherato una fake
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news in due minuti.
00:06:50
Mi sono sentita orgogliosa, ma anche un po' preoccupata: quanti adulti
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avrebbero fatto lo stesso?
00:06:56
Eh, purtroppo pochi.
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Ecco perché insegnare l'etica digitale è una sfida enorme.
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Non basta dire "controllate le fonti",
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bisogna allenare la mente a dubitare,
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a chiedersi "chi c'è dietro questa informazione?",
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"quali interessi ci sono in gioco?".E poi c'è il tema dell'Intelligenza
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Artificiale: come facciamo a fidarci dei sistemi automatizzati?
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Come valutiamo la trasparenza e l'affidabilità delle informazioni?
00:07:25
Sono domande che dobbiamo porci ogni giorno,
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e che dobbiamo insegnare a porre anche agli studenti.
00:07:29
Sì,
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e qui entra in gioco anche la fiducia nei sistemi educativi e tecnologici.
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Dobbiamo costruire cittadini critici,
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consapevoli, capaci di gestire il rapporto uomo-macchina in modo etico
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e sostenibile.
00:07:46
E questo ci porta dritti al tema dell'inclusione nella superdiversità.Le
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nostre classi sono sempre più superdiverse: culture,
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lingue, abilità, esperienze sociali...
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Progettare curricula che valorizzino queste differenze è una delle sfide
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più grandi della scuola di oggi.
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Mi viene in mente un progetto interculturale che ho seguito in una
00:08:03
primaria:
00:08:08
ogni bambino portava una storia della propria famiglia,
00:08:11
e poi la trasformavamo insieme in un racconto digitale.
00:08:14
Un'esperienza che ha cambiato il clima della classe.
00:08:14
Che bello,
00:08:18
Valentino.
00:08:19
E in questi contesti, gli strumenti digitali possono fare la differenza,
00:08:24
ma solo se sono adattati ai bisogni di tutti.
00:08:27
Pensa agli studenti con bisogni educativi speciali: la tecnologia può
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essere un ponte, ma anche una barriera se non viene usata con attenzione.
00:08:32
Esatto.
00:08:38
L'inclusione non è solo una questione di accesso agli strumenti,
00:08:42
ma di progettazione educativa rispettosa della pluralità.
00:08:46
Bisogna creare ambienti dove ogni studente si senta riconosciuto e
00:08:46
valorizzato,
00:08:51
come abbiamo discusso anche nell'episodio sulla UDL e DigCompEdu.
00:08:51
E qui
00:08:56
la formazione degli insegnanti è fondamentale.
00:08:58
Non basta conoscere le tecnologie,
00:09:01
bisogna saperle integrare in modo flessibile,
00:09:04
creativo e critico.
00:09:06
Solo così possiamo garantire un'educazione equa e accessibile a tutti.
00:09:06
E
00:09:12
questa attenzione all'inclusione ci prepara anche alle sfide future:
00:09:12
Intelligenza
00:09:16
Artificiale, robotica, soft skills...
00:09:19
tutto si intreccia.
00:09:19
Parliamo di futuro,
00:09:21
allora!
00:09:22
Le competenze digitali stanno evolvendo a una velocità pazzesca.
00:09:27
L'Intelligenza Artificiale e la robotica stanno già cambiando il modo
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di apprendere e insegnare.
00:09:33
Recentemente ho visto una sperimentazione di robotica collaborativa in
00:09:38
una scuola media: i ragazzi lavoravano in gruppo con piccoli robot programmabili,
00:09:44
imparando non solo a programmare,
00:09:46
ma anche a collaborare, a risolvere problemi,
00:09:49
a gestire conflitti.
00:09:51
E, soprattutto, a divertirsi!
00:09:51
Sì,
00:09:55
e qui entrano in gioco le soft skills: empatia,
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creatività, capacità di lavorare in team.
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Sono competenze che nessun algoritmo potrà mai sostituire davvero.
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L'automazione potrà anche prendere il posto di certi lavori,
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ma non di quelli che richiedono un tocco umano.
00:10:09
E non dimentichiamo il
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coding, il making, il tinkering: tutte pratiche che sviluppano pensiero
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critico, resilienza, capacità di adattamento.
00:10:23
In un mondo che cambia così in fretta,
00:10:25
queste competenze sono oro puro.
00:10:25
Ma attenzione,
00:10:29
Sandra: dobbiamo anche chiederci quali saranno gli effetti a lungo termine
00:10:33
di queste tecnologie.
00:10:34
Non rischiamo di creare dipendenza?
00:10:37
O di amplificare il divario digitale?
00:10:39
Serve un monitoraggio attento,
00:10:41
e soprattutto una formazione continua per tutti,
00:10:44
docenti e studenti.
00:10:44
Assolutamente.
00:10:47
E qui entrano in gioco le politiche educative e i modelli di formazione.
00:10:52
Ma su questo, ti lascio la parola per le riflessioni conclusive.
00:10:52
Grazie,
00:10:58
Sandra.
00:10:58
Allora, chiudiamo con uno sguardo alle politiche e ai modelli che possono
00:11:03
guidarci.
00:11:04
Framework come DigComp 2.
00:11:04
2 e DigCompEdu sono fondamentali per sostenere
00:11:10
l'alfabetizzazione digitale nelle scuole.
00:11:13
Ma non bastano le linee guida: serve investire nella formazione continua
00:11:17
degli insegnanti, ripensare gli spazi di apprendimento,
00:11:21
promuovere ambienti collaborativi e inclusivi.
00:11:21
E serve anche il coraggio
00:11:26
di sperimentare, di sbagliare, di innovare.
00:11:29
La scuola del futuro dovrà essere un ecosistema aperto,
00:11:33
dove le New Literacies sono il filo conduttore per una cittadinanza attiva,
00:11:38
critica e resiliente.
00:11:40
E, come dice il libro, non servono slogan facili,
00:11:44
ma politiche serie e responsabili.
00:11:44
La sfida per il prossimo decennio sarà
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proprio questa: costruire un sistema educativo capace di ridurre le
00:11:49
disuguaglianze,
00:11:55
integrare le competenze digitali e umane,
00:11:58
e preparare gli studenti a un mondo sempre più complesso e interconnesso.
00:12:03
Non sarà facile, ma è una sfida che vale la pena affrontare.
00:12:03
E con questa
00:12:08
riflessione, chiudiamo il nostro viaggio nelle New Literacies.
00:12:12
Ma, attenzione, il viaggio non finisce qui: ci saranno ancora tante domande,
00:12:18
nuove sfide e, speriamo, altri episodi da esplorare insieme.
00:12:23
Grazie a tutti per averci seguito,
00:12:26
grazie Valentino per le tue riflessioni sempre puntuali e...
00:12:30
ci sentiamo presto!
00:12:30
Grazie a te,
00:12:32
Sandra, e grazie a chi ci ha ascoltato.
00:12:34
Alla prossima avventura tra didattica,
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tecnologia e, ovviamente, un pizzico di ironia artificiale.
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Ciao a tutti!

![[20] New Literacies e Didattica: il viaggio continua...](https://images.beamly.com/fetch/https%3A%2F%2Fsites.podcastpage.io%2F68614cdc6860e6419c318380%2Fmedia%2F76d7da13e475407ae7d3.png?w=365)

