00:00:00
Benvenuti a un nuovo episodio di "Didattica delle New Literacies".
00:00:17
Io sono Sandra Catellani, e con me c'è,
00:00:20
come sempre, Valentino Curreri.
00:00:22
Oggi ci addentriamo in un tema che,
00:00:25
lo ammetto, mi mette sempre un po' in crisi: la superdiversità in classe.
00:00:30
E sì, lo dico subito per chi ci ascolta per la prima volta: sia io che
00:00:36
Valentino siamo voci artificiali,
00:00:38
ma le nostre riflessioni sono ben radicate nei testi di "Didattica delle
00:00:38
New Literacies",
00:00:45
il libro di Pier Cesare Rivoltella e Chiara Panciroli,
00:00:48
e oggi ci concentriamo sul capitolo 16 di Luisa Zinant,
00:00:53
"Fare lezione nella superdiversità: 'culture', linguaggi, literacies dei/nei
00:00:53
contesti educativi eterogenei".Ciao
00:01:03
Sandra, e ciao a chi ci ascolta!
00:01:05
Sì, oggi parliamo di superdiversità,
00:01:08
un termine che, come ci ricorda Zinant,
00:01:11
va ben oltre la semplice presenza di studenti di origini diverse.
00:01:15
Parliamo di età, genere, abilità,
00:01:17
lingue, religioni, situazioni familiari e sociali che si intrecciano
00:01:22
in modo unico in ogni classe.
00:01:24
E, come dice il testo, "ci troviamo in una situazione che fino ad allora non
00:01:24
avevamo mai sperimentato.
00:01:24
Abbiamo capito, concretamente, il significato di quel termine che avevamo
00:01:24
solo letto sui libri: 'superdiversità'".Ecco,
00:01:38
proprio qui sta la sfida: come insegnanti,
00:01:42
o meglio, come intelligenze artificiali che si immedesimano negli insegnanti,
00:01:47
dobbiamo imparare a leggere questi contesti,
00:01:50
a cogliere le sfumature.
00:01:52
Non basta più pensare alla diversità come qualcosa da "gestire",
00:01:58
ma come una risorsa da valorizzare.
00:02:01
E la domanda che ci poniamo oggi è: in che modo la superdiversità cambia
00:02:06
il ruolo dell'insegnante?
00:02:06
Eh, bella domanda.
00:02:10
L'insegnante oggi non è più solo trasmettitore di saperi,
00:02:13
ma diventa, come suggerisce Zinant,
00:02:15
un "facilitatore di processi inclusivi",
00:02:18
qualcuno che deve saper ascoltare,
00:02:20
osservare, e anche un po' improvvisare.
00:02:22
E, come abbiamo visto anche in altri episodi,
00:02:25
questa complessità non si risolve con una ricetta unica,
00:02:28
ma richiede attenzione continua,
00:02:30
riflessione e, soprattutto, la capacità di partire dai punti di forza
00:02:35
di ogni studente.
00:02:35
E allora, come si fa a valorizzare davvero le differenze?
00:02:40
Non è solo questione di riconoscere che in classe ci sono studenti che
00:02:45
parlano lingue diverse o che hanno abitudini differenti.
00:02:49
Zinant ci invita a "considerare la diversità nella sua accezione plurale",
00:02:55
e a vedere ogni studente come portatore di un mondo unico.
00:02:59
Ma, e qui mi viene da sorridere,
00:03:02
non basta la teoria: servono strategie concrete.
00:03:02
Sì,
00:03:07
e una delle strategie più efficaci è proprio quella di partire dagli
00:03:12
interessi comuni.
00:03:13
Ti ricordi, Sandra, quando in una delle mie lezioni universitarie una
00:03:17
studentessa ha portato una fiaba tradizionale del suo paese?
00:03:21
È stato un momento magico: la classe si è aperta,
00:03:24
sono nate domande, confronti, e tutti si sono sentiti coinvolti.
00:03:29
È proprio quello che Zinant suggerisce: "partire dalla condivisione può
00:03:29
rappresentare per l'insegnante un'occasione privilegiata per costruire
00:03:29
percorsi educativi che provino a partire dai punti di forza di tutti gli allievi e
00:03:29
le allieve".Bellissimo
00:03:44
esempio, Valentino.
00:03:45
E mi viene in mente che spesso sono proprio i bambini e i ragazzi a darci
00:03:51
le soluzioni più semplici e geniali.
00:03:53
Come dice il testo, "la risposta, come spesso accade nella scuola, arriva
00:03:53
direttamente dalle bambine e dai bambini".
00:04:01
A volte basta osservare, ascoltare,
00:04:04
e lasciarsi guidare da loro per trovare il modo giusto di includere tutti.
00:04:04
E
00:04:09
qui arriviamo a un concetto chiave: il curricolo permeabile.
00:04:12
Cosa significa?
00:04:14
In pratica, si tratta di aprire il curricolo alle esperienze,
00:04:17
alle culture, agli interessi degli studenti.
00:04:20
Non più un programma calato dall'alto,
00:04:23
ma un percorso che si costruisce insieme,
00:04:25
giorno per giorno.
00:04:26
Zinant cita Anna Haas Dyson e il suo lavoro sul "permeable curriculum",
00:04:32
che invita a portare in classe il mondo extrascolastico,
00:04:35
le pratiche quotidiane, i "funds of knowledge" degli studenti.
00:04:35
Ecco,
00:04:40
qui mi viene da chiederti, Valentino: secondo te è davvero possibile
00:04:45
avere un modello unico di curricolo in classi così diverse?
00:04:48
Io, sinceramente, sono un po' scettica.
00:04:51
Ogni classe è un microcosmo, e quello che funziona in una,
00:04:55
magari in un'altra non va per niente.
00:04:55
Hai ragione,
00:04:59
Sandra.
00:05:00
Infatti, Zinant sottolinea che "la risposta,
00:05:00
come spesso accade nella scuola, arriva direttamente dalle bambine e dai bambini".
00:05:08
Il curricolo permeabile non è un modello unico,
00:05:11
ma un approccio che si adatta,
00:05:13
che si costruisce insieme agli studenti.
00:05:15
E ci sono esempi pratici, come nella scuola dell'infanzia,
00:05:19
dove si parte da un personaggio dei cartoni animati amato da tutti per
00:05:24
creare attività condivise, riflessioni sugli stereotipi,
00:05:28
o addirittura per valorizzare il plurilinguismo facendo vedere un episodio
00:05:33
in una lingua diversa.
00:05:33
Sì, e questo mi fa pensare a quanto sia importante
00:05:39
non sottovalutare le capacità dei bambini di esplorare e di trovare connessioni
00:05:45
tra mondi diversi.
00:05:46
Come dice il testo, "essi pensano in grande e, in merito
00:05:46
all'accoglienza delle diversità e alla condivisione, si potrebbe dire,
00:05:46
senza retorica, pensano anche meglio dei grandi".A
00:05:59
proposito di connessioni, parliamo un attimo delle culture dei pari e
00:06:04
degli oggetti transmediali.
00:06:06
Qui si apre un mondo, perché i bambini e i ragazzi condividono routine,
00:06:11
valori, interessi che spesso passano attraverso media diversi: cartoni
00:06:16
animati, videogiochi, musica, fumetti.
00:06:19
E questi oggetti, come ci ricorda Zinant,
00:06:22
"vivono in diversi media e attraversano i confini nazionali".Esatto,
00:06:27
e sono proprio questi oggetti che possono diventare strumenti potentissimi
00:06:31
di inclusione.
00:06:32
Pensa all'esempio di Peppa Pig: un personaggio che mette d'accordo bambini
00:06:37
di ogni provenienza.
00:06:39
Usare un cartone animato internazionale come punto di partenza per attività
00:06:44
collettive permette di creare un terreno comune,
00:06:47
dove tutti si sentono parte del gruppo,
00:06:49
indipendentemente dalla lingua o dalla cultura di origine.
00:06:49
E non solo:
00:06:54
questi oggetti transmediali possono essere usati per riflettere su temi
00:06:59
importanti, come gli stereotipi di genere,
00:07:02
le regole della convivenza, o anche per valorizzare le lingue parlate
00:07:06
in classe.
00:07:07
Basta un episodio visto in una lingua diversa per far capire che chi
00:07:11
non parla italiano ha comunque qualcosa da insegnare agli altri.
00:07:16
È un vero e proprio "capovolgimento postcoloniale dello sguardo",
00:07:21
come dice Zoletto citato nel capitolo.
00:07:21
E qui entriamo nel cuore delle
00:07:26
Multiliteracies e delle New Literacies.
00:07:29
Il paradigma delle Multiliteracies ci invita a integrare linguaggi diversificati
00:07:34
e tecnologie digitali nella didattica,
00:07:37
per rispondere alla complessità della superdiversità.
00:07:40
Non si tratta solo di usare il digitale,
00:07:43
ma di saper orchestrare più linguaggi: verbale,
00:07:46
visivo, musicale, corporeo, digitale,
00:07:49
e così via.
00:07:49
Mi viene in mente un'esperienza che ho seguito: una classe
00:07:54
che ha creato un podcast multilingue per raccontare storie locali.
00:07:58
Ogni studente ha portato la propria lingua,
00:08:01
la propria voce, e il risultato è stato un racconto corale che ha dato
00:08:06
valore a tutte le identità presenti.
00:08:09
È proprio quello che suggerisce Zinant: "offrire diverse tipologie di testi,
00:08:09
valorizzando anche la dimensione crossmediale".E
00:08:19
non dimentichiamo che, come dice il testo,
00:08:21
"le nuove abilità sociali" sono fondamentali per leggere,
00:08:25
comprendere e vivere in modo consapevole i tempi contemporanei.
00:08:29
Le Multiliteracies non sono solo una moda,
00:08:33
ma una necessità per costruire contesti educativi equi e inclusivi.
00:08:33
A
00:08:38
questo punto, Valentino, parliamo un po' degli strumenti riflessivi per
00:08:42
gli insegnanti.
00:08:43
Zinant propone una serie di domande pratiche per aiutarci a riconoscere
00:08:48
e valorizzare le risorse culturali e gli interessi degli studenti.
00:08:53
Ad esempio: inseriamo diversi linguaggi espressivi nelle nostre attività?
00:08:58
Prestiamo attenzione alle culture dei pari?
00:09:01
Usiamo le nuove tecnologie in modo integrato?
00:09:01
Sì,
00:09:05
e queste domande non sono solo un esercizio teorico.
00:09:08
Servono davvero a leggere il mondo con altri occhi,
00:09:11
come suggerisce il testo.
00:09:13
Ma, diciamolo, non è sempre facile.
00:09:15
Le resistenze ci sono: mancanza di tempo,
00:09:18
di formazione, a volte anche un po' di paura di perdere il controllo
00:09:22
della classe.
00:09:23
Però, come sottolinea Zinant, "il dare ascolto alle culture dei pari degli
00:09:23
allievi non implica una perdita di ruolo per il docente, lo potrebbe rendere al
00:09:23
contrario più consapevole".Ecco,
00:09:35
forse la chiave sta proprio qui: accettare che la nostra professionalità
00:09:41
si arricchisce quando ci mettiamo in discussione,
00:09:43
quando impariamo a vedere la diversità come una risorsa e non come un
00:09:49
problema da risolvere.
00:09:49
E arriviamo così alla conclusione: ripensare la
00:09:53
didattica in una prospettiva consapevole,
00:09:56
equa e partecipativa.
00:09:57
Zinant ci invita a non fermarci alla superficie delle differenze,
00:10:02
ma a costruire contesti in cui tutti possano partecipare attivamente.
00:10:06
E qui entra in gioco anche la cittadinanza digitale: in una società
00:10:06
plurale
00:10:11
e profondamente mediatizzata, dobbiamo aiutare gli studenti a leggere
00:10:16
criticamente i messaggi dei media,
00:10:17
a diventare cittadini consapevoli.
00:10:17
Mi viene in mente l'esempio di una
00:10:22
classe che ha analizzato insieme i messaggi dei social media,
00:10:26
discutendo su come vengono rappresentate le diversità,
00:10:29
su quali stereotipi circolano,
00:10:32
e su come si può rispondere in modo critico e costruttivo.
00:10:36
È un lavoro che richiede tempo,
00:10:38
certo, ma che può davvero fare la differenza.
00:10:38
E,
00:10:41
come ci ricorda Rivoltella, "la lettura è un atto di decodifica che non si ferma ai
00:10:41
messaggi, ma si estende alle dinamiche sociali,
00:10:41
al mondo.
00:10:41
Imparare a leggere (anche i media, soprattutto i media) significa imparare a
00:10:41
comprendere il mondo".E
00:10:58
con questa citazione chiudiamo il nostro episodio di oggi.
00:11:01
Grazie a chi ci ha seguito in questo viaggio nella superdiversità educativa.
00:11:07
Noi, voci artificiali ma con tanta voglia di imparare,
00:11:11
vi diamo appuntamento al prossimo episodio.
00:11:14
Valentino, è stato un piacere come sempre!
00:11:14
Il piacere è tutto mio,
00:11:19
Sandra.
00:11:20
Un saluto a tutti e...
00:11:21
alla prossima puntata di "Didattica delle New Literacies".
00:11:25
Ciao Sandra, ciao a tutti!

![[17] Superdiversità in Classe](https://images.beamly.com/fetch/https%3A%2F%2Fsites.podcastpage.io%2F68614cdc6860e6419c318380%2Fmedia%2Fc0a9eaff680b4fe7b5e8.png?w=365)

