00:00:00
Ciao a tutti e bentornati a "Didattica delle New Literacies"!
00:00:17
Io sono Sandra Catellani, e con me c'è come sempre Valentino Curreri.
00:00:22
Oggi entriamo nella seconda parte del libro "Didattica delle New Literacies",
00:00:28
curato da Pier Cesare Rivoltella e Chiara Panciroli,
00:00:32
e ci immergiamo nel capitolo scritto da Anita Macauda: "Design e Cyber-Social
00:00:32
Literacy Learning: co-creare con l'IA Generativa".Ciao
00:00:42
Sandra, ciao a tutti!
00:00:44
Sì, finalmente affrontiamo il tema del design,
00:00:47
che in questo contesto non è solo una questione estetica,
00:00:50
ma proprio il cuore della costruzione dei significati nelle New Literacies.
00:00:55
Il design qui è inteso come la capacità di creare significati usando
00:01:00
linguaggi verbali, visivi, corporei e digitali.
00:01:03
È un po' come...
00:01:05
come se ogni volta che progettiamo un'attività didattica,
00:01:08
stessimo anche ridisegnando gli alfabeti stessi con cui comunichiamo.
00:01:08
Esatto,
00:01:13
e mi viene in mente un laboratorio che ho seguito qualche anno fa: gli
00:01:17
studenti dovevano raccontare una storia usando materiali diversi,
00:01:22
non solo parole ma anche immagini,
00:01:25
suoni, perfino oggetti trovati.
00:01:27
È stato incredibile vedere come il design,
00:01:31
inteso proprio come orchestrazione di linguaggi diversi,
00:01:34
abbia permesso a tutti di partecipare,
00:01:37
anche a chi magari con la scrittura tradizionale fa più fatica.
00:01:41
Ecco, il design nelle New Literacies è proprio questo: rinnovare le pratiche
00:01:48
didattiche e gli alfabeti, rendendoli più inclusivi e dinamici.
00:01:48
E questa
00:01:53
centralità del design, come dice Macauda,
00:01:56
ci spinge a ripensare anche il ruolo dell'insegnante e dello studente:
00:02:00
non più solo trasmettitori o riceventi,
00:02:02
ma veri e propri co-creatori di significato.
00:02:06
È una sfida, ma anche una grande opportunità per la scuola di oggi.
00:02:06
A
00:02:11
proposito di design, il capitolo ci invita a riflettere anche sulle radici
00:02:15
delle parole "insegnare" e "disegnare".
00:02:18
Entrambe derivano dal latino e ruotano attorno al concetto di "segno".
00:02:22
Insegnare, da "insignare", significa letteralmente imprimere un segno
00:02:27
dentro qualcuno, lasciare una traccia che trasforma chi la riceve.
00:02:31
Disegnare, invece, da "designare",
00:02:34
è tracciare segni, indicare con precisione.
00:02:34
Questa cosa del segno come
00:02:39
atto mentale e di precisione mi ha sempre affascinata.
00:02:42
Cioè, non è solo una questione di tecnica,
00:02:46
ma proprio di rendere visibile qualcosa che prima era solo nella mente.
00:02:51
E in didattica, questa attenzione al segno,
00:02:55
al dettaglio, cambia tutto: ogni scelta,
00:02:58
ogni parola, ogni immagine che usiamo lascia una traccia negli studenti.
00:02:58
Sì,
00:03:04
e ti dirò, nella mia esperienza progettare attività didattiche richiede
00:03:08
proprio questa precisione nel linguaggio.
00:03:10
Se sbagli anche solo una sfumatura,
00:03:13
rischi di trasmettere un significato diverso da quello che volevi.
00:03:16
È come se ogni attività fosse un piccolo progetto di design,
00:03:20
dove il segno mentale deve diventare segno condiviso.
00:03:24
E, come dice Ottonello, non si può insegnare davvero senza disegnare,
00:03:29
senza cioè progettare e lasciare tracce che abbiano senso per chi apprende.
00:03:29
Ecco,
00:03:34
questa connessione tra insegnare e disegnare mi sembra fondamentale per
00:03:39
capire come le New Literacies ci chiedano di essere sempre più consapevoli
00:03:44
di ogni segno che lasciamo, sia esso una parola,
00:03:47
un'immagine o un gesto.
00:03:47
E qui arriviamo al design multimodale,
00:03:52
che secondo Kress e Jewitt è proprio l'integrazione di diversi sistemi
00:03:57
di segni: verbali, visivi, corporei,
00:04:01
sensoriali.
00:04:02
Non si tratta solo di aggiungere immagini a un testo,
00:04:06
ma di costruire significati complessi usando tutte le risorse disponibili.
00:04:06
Sì,
00:04:12
e loro individuano quattro elementi chiave: la materialità,
00:04:15
cioè i materiali e i media che usiamo; il framing,
00:04:19
ovvero come disponiamo questi elementi nello spazio; il design,
00:04:23
che è la scelta consapevole di come rappresentare un concetto; e infine
00:04:28
la creazione, cioè la produzione vera e propria dell'artefatto.
00:04:32
Mi viene in mente un progetto scolastico che ho seguito,
00:04:35
dove gli studenti hanno lavorato su un tema di inclusione usando video,
00:04:39
poster, performance teatrali e podcast.
00:04:42
La multimodalità ha permesso a ciascuno di esprimersi secondo le proprie
00:04:46
competenze e sensibilità, favorendo davvero l'inclusione.
00:04:46
Ecco,
00:04:51
questa è la forza del design multimodale: non solo arricchisce la comunicazione,
00:04:57
ma permette di coinvolgere tutti,
00:04:59
anche chi magari non si sente a proprio agio con la scrittura tradizionale.
00:05:03
E, come dicevi tu, quando gli studenti diventano progettisti e produttori,
00:05:09
non solo esecutori, l'apprendimento diventa molto più solido e significativo.
00:05:09
E
00:05:15
non dimentichiamo che la multimodalità è anche una questione di equità:
00:05:20
permette di valorizzare le differenze e di costruire significati condivisi
00:05:24
partendo da esperienze e linguaggi diversi.
00:05:24
A proposito di multimodalità,
00:05:29
Kress la definisce come lo "stato normale della comunicazione umana".
00:05:33
In realtà, se ci pensiamo, le lingue indigene erano già profondamente
00:05:38
multimodali: immagini, canti, danze,
00:05:40
totem...
00:05:41
tutto serviva a costruire e trasmettere significati.
00:05:41
Sì,
00:05:45
e questa cosa la vediamo anche oggi,
00:05:48
soprattutto tra studenti bilingui o con background diversi.
00:05:52
Ho letto una ricerca sulle pratiche narrative multimodali tra studenti
00:05:56
bilingui: spesso usano un mix di lingue,
00:06:00
immagini, gesti, perfino oggetti personali per raccontare storie che
00:06:05
altrimenti non riuscirebbero a esprimere solo con le parole.
00:06:08
È come se la multimodalità fosse una risorsa naturale,
00:06:12
che però a scuola tendiamo a trascurare.
00:06:12
E invece dovremmo valorizzarla
00:06:18
molto di più.
00:06:18
Anche perché, come abbiamo visto in altri episodi - penso a quello sulla
00:06:23
Diversity Literacy - la pluralità di linguaggi e modalità è fondamentale
00:06:28
per l'inclusione e per la costruzione di una scuola davvero aperta e accogliente.
00:06:28
Assolutamente.
00:06:34
E poi, la multimodalità ci aiuta anche a superare la separazione tra
00:06:39
parlato e scritto, tra ciò che è "formale" e ciò che è "informale".
00:06:44
In fondo, ogni comunicazione è sempre un mix di modalità diverse.
00:06:44
Un altro
00:06:49
punto chiave del capitolo di Macauda è il design semiotico trasformativo.
00:06:54
Qui il significato non è mai fisso,
00:06:58
ma sempre in trasformazione, perché ogni persona lo interpreta e lo rielabora
00:07:03
in modo unico.
00:07:04
È un processo dinamico, dove l'agency personale e sociale gioca un ruolo
00:07:10
centrale.
00:07:10
Sì, e questo si vede benissimo quando gli studenti reinterpretano
00:07:15
un testo classico usando media digitali.
00:07:17
Mi ricordo un caso di studio in cui una classe ha riletto "I Promessi Sposi"
00:07:22
creando meme, video e podcast.
00:07:24
Ognuno ha portato la propria voce,
00:07:26
la propria esperienza, e il testo è diventato qualcosa di nuovo,
00:07:31
di condiviso.
00:07:32
È proprio questo il senso del design semiotico trasformativo: ogni artefatto
00:07:38
progettato lascia una traccia unica e trasforma il mondo,
00:07:41
anche solo un po'.E in didattica,
00:07:44
questa agency è fondamentale: non si tratta solo di ripetere o riprodurre,
00:07:50
ma di ricreare il significato del mondo a propria immagine.
00:07:54
È un processo che valorizza le differenze,
00:07:57
le esperienze di vita, gli interessi di ciascuno.
00:08:01
E, come dicevi tu, spesso le interpretazioni diverse sono molto più
00:08:01
interessanti
00:08:07
delle risposte "giuste".Esatto,
00:08:10
e questo approccio rende la scuola un luogo di vera crescita,
00:08:13
non solo di trasmissione di contenuti.
00:08:13
A questo punto,
00:08:16
il capitolo introduce anche le tre metafunzioni di Unsworth:
00:08:16
rappresentazionale,
00:08:22
interattiva e testuale.
00:08:24
Sono tre modi diversi di costruire significato: rappresentare il contenuto,
00:08:29
gestire le relazioni tra le persone coinvolte e organizzare il testo
00:08:33
o il messaggio.
00:08:33
E queste metafunzioni si collegano alle variabili di field,
00:08:39
tenor e mode: cioè, cosa stiamo comunicando,
00:08:44
chi sono i partecipanti e quale mezzo usiamo.
00:08:47
È un po' come una grammatica multimodale che ci aiuta a progettare attività
00:08:52
didattiche più efficaci, perché ci fa riflettere su tutti gli aspetti
00:08:56
della comunicazione, non solo sulle parole.
00:08:56
Sì,
00:08:59
e ti dirò, quando progetto attività con questa consapevolezza,
00:09:03
vedo subito la differenza: gli studenti sono più coinvolti,
00:09:07
capiscono meglio e riescono a esprimersi in modo più ricco.
00:09:11
È come se la multimodalità aprisse davvero nuove strade per l'apprendimento.
00:09:11
E
00:09:16
poi, questa analisi ci aiuta anche a capire come i significati cambiano
00:09:22
a seconda di chi li crea, di chi li interpreta e del contesto.
00:09:26
Non esiste un solo modo "giusto" di leggere o produrre un testo,
00:09:31
ma tanti modi diversi, tutti validi.
00:09:31
E arriviamo così al cuore del capitolo:
00:09:38
il Cyber-Social Literacy Learning e il ruolo dell'IA Generativa.
00:09:43
Qui la relazione tra studenti e intelligenza artificiale non è più solo
00:09:49
di sostituzione, ma di vera e propria alleanza creativa.
00:09:53
L'IA diventa un compagno di scrittura,
00:09:56
un agente critico che partecipa alla costruzione dei significati.
00:09:56
Sì,
00:10:01
e questo cambia radicalmente il ruolo dello studente: da consumatore
00:10:05
passivo a designer di significati.
00:10:07
Diventa fondamentale sviluppare competenze di prompt design,
00:10:11
cioè la capacità di formulare richieste efficaci all'IA per ottenere
00:10:16
risultati davvero utili e creativi.
00:10:18
È una nuova alfabetizzazione, che richiede sia consapevolezza tecnica
00:10:23
sia capacità di trasposizione algoritmica.
00:10:23
Mi viene in mente una sfida
00:10:27
che ho lanciato in classe: gli studenti dovevano creare un prompt per
00:10:32
generare un racconto con l'IA, ma il prompt doveva essere il più preciso
00:10:37
e creativo possibile.
00:10:39
È stato bellissimo vedere come si sono messi in gioco,
00:10:42
discutendo, sperimentando, e alla fine confrontando i risultati.
00:10:47
L'IA non era più solo uno strumento,
00:10:50
ma un vero partner di co-creazione.
00:10:50
Ecco,
00:10:53
questa è la direzione che ci indica il capitolo di Anita Macauda: costruire
00:10:58
un terzo spazio collettivo, dove umani e macchine collaborano per creare
00:11:03
nuovi significati.
00:11:04
Non si tratta di delegare tutto all'IA,
00:11:08
ma di imparare a lavorare insieme,
00:11:10
sfruttando le differenze e le potenzialità di entrambi.
00:11:10
E con questo,
00:11:14
direi che possiamo chiudere la puntata di oggi.
00:11:17
Grazie Valentino, come sempre,
00:11:20
per le tue riflessioni preziose!
00:11:20
Grazie a te Sandra,
00:11:23
e grazie a chi ci ha ascoltato.
00:11:25
Continuate a seguirci: nel prossimo episodio continueremo il nostro viaggio
00:11:29
nelle New Literacies.
00:11:30
A presto!
00:11:30
Ciao a tutti e buona co-creazione con l'IA!

![[11] Co-creare con l’IA Generativa](https://images.beamly.com/fetch/https%3A%2F%2Fauth.jellypod.ai%2Fstorage%2Fv1%2Fobject%2Fpublic%2FCoverImages%2Forg_01K7DBDW6Z6WY8F3DV1EPJM2Z4%2Fusers%2Fuser_01K7DBDW1MF050KSA7ZE8CDR69%2FY0mrUWn19TuX3lfRF6Y_i.jpg?w=365)

